Due date importantissime: il 30 maggio e il 19 giugno. Due giorni che rimarranno per sempre nel suo cuore, in un anno davvero particolare, che resterà nella storia. Come nella storia della sua vita rimarranno la fine del mese scorso e i giorni precedenti all'inizio dell'estate. Un'estate che Dario Salvagni, 19 anni, di Priverno, vede con tutto l'ottimismo e la forza che lo contraddistinguono. Quella forza che lo ha accompagnato ad affrontare due importanti sfide: la prima, quella del 30 maggio, quando gli è stato trapiantato il fegato (era in lista d'attesa da novembre dello scorso anno), e quella del 19 giugno, quando ha concluso il suo percorso di studi all'istituto alberghiero di Ceccano, sostenendo la Maturità 2020 ai tempi del Covid-19. Stesso posto, stessa forza, stesse sensazioni uniche, seppur differenti, ma che hanno dato al diciannovenne ancora più forza di quanto ne possegga.

Dall'ospedale "Bambino Gesù" di Roma ha affrontato prima l'importante intervento di trapianto di fegato e dopo venti giorni l'Esame di Stato, in modalità on line. Accanto a lui sua mamma, che gli ha dato ancora più forza. E vedere i suoi professori, seppur a distanza, è stata un'emozione unica. Come unici sono stati anche i suoi compagni che non hanno fatto mai mancare a Dario il loro sostegno. Abbiamo contattato diversi studenti in questo periodo. Abbiamo cercato di carpire le loro emozioni, di racchiuderle in articoli che resteranno sicuramente nella storia, perché il periodo che stiamo vivendo è destinato a rimanere nei libri. E nei libri di storia rimarrà anche questa Maturità 2020, unica nel suo genere, senza scritti, ma solo con un maxi-colloquio, della durata di un'ora.

E il maxi-colloquio di Dario assume un'importanza ancora più grande. Lo abbiamo contattato per farci raccontare le sue emozioni vissute in queste ultime due settimane. E lui, che ha la stoffa anche per fare il cabarettista, passione che coltiva da tempo e che lo ha portato anche ad arrivare al primo posto lo scorso anno alla Corrida svolta a Maenza, ci ha trasmesso, seppur a distanza, da dietro uno schermo del telefono, tutto il suo entusiasmo e la sua carica.

Due date importanti che porterai sempre nel tuo cuore...
«Sicuramente il 30 maggio e il 19 giugno 2020 resteranno giornate importanti per me e per la mia famiglia. A fine maggio sono stato sottoposto al trapianto di fegato e l'altro ieri ho sostenuto il maxi-colloquio dell'Esame di Stato. Ho frequentato la classe 5ª I dell'alberghiero di Ceccano. Esame che ho affrontato dall'ospedale «Bambino Gesù" di Roma dove sono tuttora ricoverato».

Che emozione hai provato?
«Un'emozione bellissima, unica. Anche se virtuale, in modalità on line, l'esame è stato pieno di emozioni. L'emozione più grande è stata vedere tutti i miei professori. Erano lì, da dietro uno schermo del pc, per la mia Maturità, per un giorno importante della mia vita. La conclusione di un percorso scolastico importante. Sono felice anche perché sono successe due cose belle a distanza di poco tempo: il trapianto di fegato e l'esame di Stato sostenuto».

Da chi sei stato "accompagnato" all'esame on line?
«Accanto a me c'era mia madre. O meglio, c'era soprattutto il sorriso di mia mamma. E quanta forza mi ha dato. È stato un momento emozionante, un impatto sereno, dolce».
Come hai vissuto il lockdown?
«Come tutti i miei compagni ho seguito la didattica a distanza. Il periodo ci ha messo tutti alla prova. Inizialmente non andare a scuola poteva sembrare un'occasione per rilassarsi qualche giorno, ma poco dopo abbiamo compreso che si trattava non di una pausa temporanea, ma di un lungo periodo che è arrivato fino alla fine dell'anno scolastico. Per fortuna è stato permesso di svolgere l'esame in presenza. Anche se io l'ho dovuto affrontare dall'ospedale, ma visto l'importante intervento a cui sono stato sottoposto, ne sono più che felice. Con i compagni ci sentiamo spesso e mi hanno sempre sostenuto anche in questo periodo. In bocca al lupo ora a quanti devono ancora sostenere il maxi-colloquio».

I tuoi progetti futuri?
«Voglio continuare con gli studi, sogno di insegnare la materia che ho studiato per anni, "sala bar", ma anche di continuare a coltivare la mia grande passione per il cabaret. Amo raccontare barzellette, far ridere e regalare sorrisi. Una passione ereditata fin da piccolo da mio nonno. Il primo spettacolo in una pizzeria a Priverno. E da lì è iniziata la mia bellissima avventura che spero di poter proseguire quanto prima».