Gli ultimi istanti di vita di Gabriel, nome angelico e capelli biondi, appena 28 mesi, strappato improvvisamente alla vita il 17 aprile del 2019 in un campo verdeggiante della località Volla. Le immagini di quel volto ma anche la dinamica, gli orari e i tentativi di strapparlo alla morte: una sequenza drammatica quella vissuta ieri mattina nel corso dell'udienza davanti alla Corte d'Assise presieduta dal giudice Donatella Perna.

Istantanee forti ma pure ricostruzioni per focalizzare i fatti secondo le deposizioni dei primi testi citati dai pm Roberto Nomi Bulgarini e Valentina Maisto che hanno fatto entrare nel vivo il processo per la morte di quell'angelo biondo che, secondo la Procura, sarebbe stato ucciso proprio dai suoi genitori quel maledetto giorno 17.

Processo entrato nel vivo, dopo l'udienza inaugurale del 22 maggio, che vede imputato il padre del bambino Nicola Feroleto difeso dal suo avvocato Luigi D'Anna.
Donatella Di Bona, la compagna, ha invece chiesto il rito abbreviato, ora condizionato allo svolgimento della perizia psichiatrica. Lunga l'escussione del medico legale nominato proprio dalla Procura, Stefano Manciocchi. Fu lui ad eseguire, all'epoca, l'esame autoptico.

Mentre scorrevano le immagini, oltre una ventina, ha chiarito la causa del decesso: asfissia meccanica durata tra gli otto e i dieci minuti. Una pressione, occlusione naso-bocca compatibile con una mano.
Con l'aggiunta di alcune ipotesi menzionate, di fronte o di spalle al piccolo, con la mano destra o sinistra.
Davanti a quelle immagini choccanti papà Nicola si è mostrato impassibile.

E, ancora, quel calzino sul luogo del delitto non sarebbe compatibile con le cause del decesso, non sono stati cioè trovati reperti filamentosi. Esclusa anche la morte da rigurgito del vomito. Quel riscontro nelle vie respiratorie non sarebbe stato sufficiente a occluderle.
Se qualcuno avesse interrotto la condotta criminosa o, meglio ancora,avesse chiamato i soccorsi nell'immediatezza, con ogni probabilità non ci sarebbe stata la morte.

Sempre secondo le ricostruzioni in aula, il decesso sarebbe avvenuto tra le 13.30 e le 16: questo nell'esposizione della relazione medico legale redatta dal dottor Stefano Manciocchi e dall'anatomopatologo Gabriele Margiotta. Quando il bambino poteva essere, presumibilmente, in uno stato di agonia l'arrivo del 118 su chiamata per un investimento.

Erano circa le 16.07. Ma quei segni legati a un'auto non c'erano. Escusso, dunque, il medico della medicina legale Asl di Frosinone, intervenuto subito dopo il decesso del piccolo, il dottor Giuseppe Tronci che ispezionò esternamente il corpo la cui morte è stata dichiarata alle 17.14. In mezzo 66 minuti di intervento per rianimare il bambino.

Ascoltata anche la dottoressa Maria Chiara David, tossicologa forense, alla quale la procura ha affidato gli esami tossicologici. Ha relazionato in ordine alla ricerca di sostanze sul piccolo e sui genitori, tutte con esito negativo. Presenti in aula le parti civili nonna Rocca e Pio Francesco Di Bona assistite dall'avvocato Alberto Scerbo e Luciano Di Bona, assistito dall'avvocato Giancarlo Corsetti. Il processo proseguirà il 10 luglio con l'audizione dell'agro noma forense Eva Sacchi, di tre carabinieri dei Ris e di quattro infermieri del 118.