Ha voluto scrivere una lettera di encomio a tutti quelli (sanitari e non) che sono stati in prima linea durante l'emergenza Covid. Con tanto di motivazione. La dottoressa Patrizia Magrini, direttore generale facente funzioni della Asl, non ha dimenticato nessuno. A cominciare naturalmente dall'ex manager Stefano Lorusso e dal direttore amministrativo Pierpaola D'Alessandro, che per 31 giorni ha guidato la Asl da facente funzioni, quando sia Lorusso che la Magrini erano alle prese con il Coronavirus.

La lettera di encomio è stata indirizzata a Sandra Spaziani, Katia Casinelli, Fabrizio Cristofari, Ciro D'Ambrosio, Giuseppe Di Luzio, Giampiero Fabi, Carla Gargiulo, Lorena Martini, Simona Di Chiara, Carlo Baldesi, Alessandro Mingarelli, Gabriella Battisti, Mauro Palmieri, Fulvio Ferrante, Filippo Costanzo, Mauro Vicano, Massimo Menichini, Mario Fabi, Giancarlo Pizzutelli, Ettore Urbano, Riziero Fini, Fernando Ferrauti, Marcello Russo, Paolo Straccamore, Marco Ferrara, Francesco Giorgi.

Encomio anche a tutto il personale degli ospedali di Frosinone, Alatri, Sora e Cassino (menzione particolare al dottor Antonio Augusto Niccoli) e anche ai direttori di Distretto, Carrano, Corbo, D'Ambrosio e Tanzi. Oltre al personale dei distretti sanitari, ai Mmg-Pls-specialisti ambulatoriali e della medicina dei servizi. Encomio anche al dottor Stefano Brighi, che per un mese ha svolto il ruolo di direttore sanitario facente funzioni. Scrive Patrizia Magrini nella lettera: «Questa difficile e intensa esperienza rimane nella vita e nella storia professionale di tutti noi, non sarà cancellabile, è stata una tragedia, ma anche un'opportunità di crescita, di condivisione, di scoperta, in alcuni casi di sorpresa nello sperimentare anche nuove modalità e capacità di collaborazione e integrazione tra reparti, tra servizi, tra cittadinanze.

Siamo a un punto di svolta nel Paese e nella provincia di Frosinone, alla fase del ritorno alla normalità, della ripresa delle attività, per certi versi ancora più difficile di quella emergenziale, per la necessità di superare le difficoltà già presenti e da anni specialmente per il reclutamento del personale medico in provincia. Se abbiamo saputo farlo per la prima volta e dal nulla, siamo certamente pronti a tornare in fase di emergenza se dovesse verificarsi un nuovo picco, che nessuno si augura, e lavoriamo ogni giorno per allontanare questa eventualità, senza abbassare la guardia».