C'è un altro fronte dei test sierologici, quelli effettuati su un campione di 150.000 persone residenti in duemila Comuni italiani, quindici della provincia di Frosinone. Si tratta dell'indagine di sieroprevalenza avviata dal Ministero della Salute, con la collaborazione della Croce Rossa Italiana. L'operazione è finalizzata a capire quante persone nel nostro Paese hanno sviluppato gli anticorpi al nuovo Coronavirus, anche in assenza di sintomi. In Ciociaria i dati sono bassissimi: soltanto 31 persone, tra le 500 contattate, hanno effettuato il test. Vale a dire appena il 6,2%.

Un dato che conferma lo scetticismo dei cittadini verso questo tipo di esame. Scetticismo per molti versi inspiegabile. Il test viene eseguito, come detto, su un campione di 150.000 persone residenti in duemila Comuni italiani. È prevista una distribuzione per sesso, attività e sei classi di età. Quindici i Comuni della provincia di Frosinone: Alatri, Arpino, Broccostella, Cassino, Castro dei Volsci, Ceccano, Ceprano, Ferentino, Frosinone, Monte San Giovanni Campano, Pontecorvo, Rocca d'Arce, San Giovanni Incarico, Sora, Trevi nel Lazio.

Gli esiti dell'indagine, diffusi in forma anonima e aggregata, potranno essere utilizzati anche per gli altri studi scientifici e per l'analisi comparata con altri Paesi europei. Le persone selezionate sono contattate al telefono dai centri regionali della Croce Rossa Italiana per fissare, in uno dei laboratori selezionati, un appuntamento per il prelievo del sangue. Il prelievo potrà essere eseguito anche a domicilio se si tratta di un soggetto fragile o vulnerabile. Al momento del contatto viene anche chiesto di rispondere a uno specifico questionario predisposto dall'Istat, in accordo con il Comitato tecnico scientifico. La Regione Lazio comunica l'esito dell'esame a ciascun partecipante.

In caso di diagnosi positiva, l'interessato viene messo in temporaneo isolamento domiciliare e contattato dal proprio Servizio sanitario regionale o Asl per effettuare un tampone rinofaringeo che verifichi l'eventuale stato di contagiosità. Per tutta la durata dell'indagine sarà mantenuta la riservatezza dei partecipanti. In questo modo: a tutti i soggetti che partecipano sarà assegnato un numero di identificazione anonimo per l'acquisizione dell'esito del test. All'inizio c'era stato un appello lanciato direttamente dalla Croce Rossa Italiana. Ma lo scetticismo è rimasto. Ed è più forte.