Tornare in udienza non è un capriccio. Ma una necessità. «Se la giustizia non dovesse ripartire, un'intera generazione di giovani professionisti rischia di essere cancellata» ha affermato l'avvocato Anna Coppola, presidente della sezione Aiga di Cassino. Proprio la delegazione cassinte - insieme ad Anna Coppola, gli avvocati Fabio Di Adamo, Eva Tiseo, Marco Marzilli e Grazia Maria Sacco - ha manifestato accanto a tanti giovani colleghi provenienti da tutta Italia per dire "basta" a una situazione insostenibile. «L'Aiga chiede a gran voce una scossa: la ripartenza della Giustizia non può essere ancora procrastinata. L'associazione dei giovani avvocati italiani denuncia una situazione al limite del collasso» fanno sapere dall'Aiga a margine della manifestazione che ha avuto luogo a Roma.

«Tornare in aula è una necessità per i cittadini che attendono e meritano una risposta e per gli avvocati. Soprattutto per noi giovani avvocati - ha sottolineato l'avvocato Coppola - Chiediamo di riprendere l'attività nelle migliori condizioni possibili e nel rispetto delle disposizioni di sicurezza. La nostra non è una protesta contro qualcuno ma un modo per riaccendere un faro su un problema affatto secondario: la situazione in cui versano gran parte degli uffici giudiziari e un sostanziale blocco delle attività professionali. Un blocco che ha come conseguenza la trattazione del 15% delle udienze e rinvii persino al 2023. Il bonus da 600 euro non rappresenta una soluzione: noi abbiamo bisogno di tornare in aula». Attesa ora l'imminente emanazione di una circolare che riequilibra il rapporto tra lavoro in presenza e lavoro da remoto del personale amministrativo e in generale mira a garantire la celebrazione delle udienze dal 1° luglio.