Il presidente della Commissione sanità della regione Lazio ha visitato ieri mattina l'ospedale "Santa Scolastica". Il consigliere regionale Giuseppe Simeone, in quota Forza Italia, accompagnato da Rossella Chiusaroli commissario provinciale degli azzurri dell'area sud e Francesca Calvani, consigliere comunale di riferimento, hanno incontrato il direttore sanitario Mario Fabi per fare il punto sulla situazion del nosocomio.

«Come presidente della Commissione sanità - ha spiegato Simeone - sto visitando le strutture ospedaliere territoriali per capire quale sia la realtà quotidiana, dopo un commissariamento durato ben tredici anni, è infatti iniziato nel 2007. Personale medico e infermieristico insufficiente, una sorta di depotenziamento delle strutture che insistono nelle province. Stiamo lavorando per migliorare e ottimizzare le risorse. Con l'emergenza Covid abbiamo visto due modi di agire, il sistema Lombardia che ha concentrato tutto il lavoro negli ospedali, e il sistema Veneto, che ha filtrato a livello territoriale prima di riversare tutto nelle grandi strutture. Il secondo ha vinto, bisogna quindi potenziare gli ospedali territoriali e provinciali».

Rossella Chiusaroli non le manda a dire: «Serve uno scatto d'orgoglio da parte di chi lavora e gestisce l'ospedale, bisogna portare all'attenzione le problematiche, non ultima quella dell'assenza di anestesisti. È una situazione che non può andare avanti così nel rispetto degli utenti del territorio e dei professionisti che danno la parte migliore in corsia».
Francesca Calvani insiste: «Quella di oggi non deve essere una "passeggiata" ma un passo per il cambiamento. Bisogna intervenire la rotta. Pensiamo al reparto di Ostetricia, ci sono degli strumenti ormai obsoleti e medici e ostetriche lo hanno fatto presente già da un po'».

Simeone chiosa: «Intanto è necessario che dal S. Scolastica si facciano sentire con le direzione generale. Oggi ho sentito un chirurgo dire che un suo paziente oncologico aspetta un intervento da oltre un mese e non è possibile eseguirlo perchè non ci sono anestesisti e l'intervento è ritenuto differibile. Questo, me ne rendo conto, non può andare bene. Si potrebbe attingere dalle disponibilità che ci sono sulle piattaforme delle altre regioni, ma sono decisioni che vanno prese dalla direzione generale. Intanto nella nuova finanziaria approvata abbiamo inserito un criterio che prevede, per chi viene assegnato a una struttura e non accetta, di venire cassato in graduatoria. La sanità non può attendere».