Mentre sindaci, amministratori, Regione Lazio, Genio civile, Astral e Acea si incontrano per parlare, visionare, verificare, progettare, stimare danni e soprattutto soldi necessari per la ricostruzione, i cittadini dei paesi dei monti Aurunci e della Valle dei Santi colpiti dal terribile nubifragio che lunedì si è abbattuto sull'intera zona, da Castelnuovo Parano a San Giorgio, da Esperia a Vallemaio, continuano a segnalare ora dopo ora situazioni di dissesto idrogeologico, veri e propri disastri annunciati.

La manutenzione
Sul banco degli imputati in particolare c'è la manutenzione di cunette, scarpate, strade, borghi. Manutenzione non fatta, si intende. O pericoli sottovalutati. Perfino la superstrada 630, la Cassino-Formia, si è trasformata in un fiume in piena, mentre dai muri laterali automobilisti e case sono state invase da vere e proprio "cascate". Ad Ausonia - fa notare qualcuno - la strada Avrive Pipole, è stata spazzata via dalla pioggia dieci giorni dopo essere stata terminata. A Pignataro Interamna, è stata segnalata la pericolosità della contrada Felci, impraticabile a causa della "scomparsa" dei fossi di scolo, dalla presenza di rami e dai crateri scavati nel cemento.

I centri più danneggiati
Particolarmente alta resta l'attenzione sui due comuni forse più danneggiati dalla furia della pioggia, Castelnuovo e San Giorgio a Liri.
In quest'ultimo, dove sono crollati tre ponti e sono state decine le chiamate ai Vigili del Fuoco, molti invocano l'istituzione di una protezione civile locale.
Un presidio locale che possa supportare l'ente in caso di emergenze come quella che si è abbattuta sul piccolo centro in maniera devastante, nei giorni scorsi, con danni che troveranno una soluzione definitiva solo nel tempo.

La paura negli occhi
In ogni centro permane uno stato di paura permanente nei cittadini. Le scene che si sono viste nei giorni scorsi hanno fatto perdere la "bussola" della serenità. L'acqua si è impadronita di ogni cosa e la situazione "dopo la tempesta" è apparsa spettrale.
Ora che si è saggiata la potenza della natura e la debolezza del territorio circostante, si teme a ogni allerta meteo.