«Famiglie che non riescono a pagare le bollette elettriche, del gas e dell'acqua si rivolgono a noi per ottenere le rateizzazioni. Si tratta di nuclei sparsi in tutta la provincia di Frosinone, che fanno parte di una fascia disagiata, colpita gravemente dalle restrizioni dell'emergenza sanitaria». Isabella Marziale, presidente provinciale di Assoconfam (ex Lega Consumatori), descrive così il quadro economico del dopo lockdown sul nostro territorio. In particolare, di quei nuclei dove uno o più componenti hanno perso il lavoro a causa dell'epidemia da Coronavirus.

«Anche molti liberi professionisti sono in difficoltà - spiega Isabella Marziale - Il loro lavoro si è fermato per oltre due mesi e con il bonus governativo da 600 euro, per chi lo ha ricevuto, non è stato facile compensare i mancati guadagni. Stesso discorso può valere per attività commerciali come piccoli bar e ristoranti, molti dei quali non hanno riaperto per mancanza di sostegno economico». In riferimento al rapporto di Federconsumatori, che parla di mancati rimborsi per le prenotazioni turistiche nel Lazio, la presidente di Assoconfam conferma una situazione analoga in Ciociaria: «Ci sono state segnalate difficoltà nei rimborsi per questo tipo di prenotazioni. Alcuni operatori turistici vorrebbero convertire il bonus vacanze, offrendo anche un'altra la destinazione rispetto a quella scelta dal cliente. Ma la maggior parte delle persone vuole riavere i soldi perchè ne ha bisogno». Un'altra piaga allargata dalla crisi del dopo confinamento è quella dell'usura.

«Confrontandoci con la rete di associazioni dei consumatori del Lazio - prosegue Isabella Marziale - abbiamo verificato che tante famiglie nella nostra regione si sono rivolte agli usurai per poter pagare i debiti accumulati nei mesi scorsi. Ma c'è anche il problema di quanti lavoravano in nero e che nel periodo del lockdown hanno perduto la loro unica entrata economica. Adesso, purtroppo, non sanno più come fare per andare avanti». Le collette alimentari, organizzate anche in Ciociaria, confermano questo ulteriore dramma sociale. La presidente di Assoconfam conclude annunciando un progetto di monitoraggio dei prezzi al consumo, a cui l'associazione partecipa insieme alla Regione Lazio. Servirà a tutelare i consumatori e verificare gli aumenti "anomali" dei prodotti.

Artigiani, commercianti, ristoratori, operatori turistici sono compressi tra tasse, bollette re spese per il personale. Le micro e piccole imprese familiari stentano a riprendersi dopo la riapertura, ma soprattutto sono soggette a un elevatissimo rischio di finire nelle mani degli usurai. È questo, in sintesi, il panorama descritto dal presidente di Confimprese Italia, Guido D'Amico, per la provincia di Frosinone, uscita a pezzi dal cosiddetto lockdown.

«Il 20% dei nostri associati non ha riaperto - ci ha detto D'Amico - Un altro 10% ha ripreso l'attività, ma senza incassi e con tutte le utenze da pagare, sta già pensando di chiudere. Le banche erogano con il contagocce il prestito garantito dal Governo, che però rappresenta per tanti un ulteriore debito. Anche perchè gli interessi applicati vanno dall'1,20 all'1,98%. Una situazione che favorisce soltanto l'usura». Alle parole del presidente di Confimprese Italia si aggiungono quelle di Maurizio Coletta, presidente provinciale della sezione Commercianti della stessa associazione. «La situazione è agghiacciante in provincia di Frosinone, non ci sono le condizioni per andare avanti - ci ha dichiarato - Sarebbe stato preferibile riaprire a settembre».

Coletta fa anche il punto su quanto accade nel Cassinate: «A Cassino, soltanto venerdì scorso hanno chiuso otto attività commerciali. La maggior parte degli esercizi era in crisi prima del Covid-19, adesso è rovinata. Alcuni negozi storici della città incassano in un giorno 100 euro; ristoranti che facevano 200 coperti, oggi arrivano a incassare appena 200 euro. Anche i centri commerciali sono in crisi. L'autogrill di Pontecorvo, con un calo del 40%, è stato costretto a mettere fuori 22 dipendenti. Soltanto l'usura cresce nel Cassinate, come a Frosinone e Anagni. Stiamo vivendo veramente un brutto periodo».

di: Ar.Bo.

Indebitamento imprevisto, crisi sociale, usura. Sono le tre calamità che stanno colpendo tante famiglie della nostra regione nel dopo-lockdown, sostituendosi in modo ancora più subdolo al virus da cui sono state generate. Questa situazione drammatica emerge dall'ultimo rapporto redatto da Federconsumatori Lazio, che fotografa il dramma di chi si è indebitato per pagare l'affitto, una retta scolastica o per avere programmato e anticipato le somme di viaggi che sono saltati.
Durante i due mesi del confinamento, e in particolare da marzo a maggio, l'associazione ha raccolto oltre 2mila richieste di aiuto da parte di famiglie indebitate per contenziosi con banche, agenzie di viaggio, o per l'acquisto di beni sospesi e non rimborsati. Si tratta di debiti che partono dai 2mila euro fino a toccare i 20mila. Secondo l'analisi di Federconsumatori, il 27% sono causati da contenziosi con le banche; un altro 21% si deve ad acquisti onerosi di beni e servizi sospesi per l'emergenza sanitaria, ma già saldati; il restante 16% a viaggi pagati e non rimborsati.

Mentre rispetto al 2019, l'indebitamento è più che raddoppiato sia in relazione ai prestiti bancari, sia per gli acquisti di beni, viaggi o servizi. Come spiega il presidente di Federconsumatori Lazio, Stefano Monticelli, si sono maggiormente indebitati durante l'emergenza soprattutto i pensionati e i lavoratori dipendenti. Come se l'epidemia avesse voluto accanirsi su quello che una volta era considerato il ceto medio. Per queste due categorie, infatti, il rapporto con le banche è diventato problematico. L'associazione ha contato almeno mille famiglie, fra quelle assistite, che si sono indebitate n el periodo di lockdown perchè hanno dovuto pagare mutui o aperto prestiti con gli istituti di credito. Il numero, però, è di gran lunga inferiore a quanto accade nella realtà.

In proposito, il presidente Monticelli spiega che «prima dell'epidemia, i consumatori chiedevano il nostro sostegno per un acquisto sbagliato, una bolletta esagerata, una truffa, o un caso di malasanità. Adesso lamentano più problemi: per andare in crisi basta anche un viaggio. Emerge una nuova fascia di cittadini in difficoltà che fino a ieri se la cavavano, ma adesso arrancano perchè afflitti da molteplici problemi che colpiscono il reddito».

Se le modalità dell'indebitamento sono cambiate, di pari passo si è adeguata anche l'usura. L'osservatorio antiusura di Confcommercio Roma spiega che le famiglie si stanno rivolgendo ai "cravattari" anche per pagare le bollette o le spese mediche. E questo perchè non riescono ad arrivare alla fine del mese. «Prima del Covid-19 il problema erano i debiti – specifica il presidente dell'osservatorio e vice della Federazione Italiana Antiracket, Luigi Ciatti – Adesso, invece, sono le spese primarie. Si sta verificando un progressivo impoverimento delle famiglie, che non dispongono più di liquidità e pensano all'usuraio anche per avere 500 euro».

L'indebitamento in Ciociaria
Non differisce molto da quella regionale e della Capitale la situazione debitoria delle famiglie in provincia di Frosinone. Ne abbiamo parlato con Laura Ardia, presidente di Federconsumatori di Frosinone e Latina, che ha toccato alcuni aspetti cruciali del fenomeno. «Il 70-80% degli interventi che ci sono stati chiesti nelle province di Frosinone e Latina – ci ha spiegato – riguarda le quote già versate dai clienti per i viaggi e non rimborsate. Un problema aggravato anche dalla difficoltà di ottenere i voucher previsti dal governo. Per esempio, c'è chi ha versato un anticipo di 3.000 euro per una vacanza, ma il tour operator non vuole restituirli. Un'altra questione spinosa – ha aggiunto Laura Ardia – è rappresentata dalle richieste di sospensione dei mutui bancari durante il periodo di lockdown. Le domande, infatti, vanno presentate su appositi moduli, con specifiche voci riferite al Covid-19. Ne sono state inoltrate talmente tante che le attese risposte non arrivano nei termini previsti, creando serie difficoltà ai richiedenti».

Un ulteriore "macigno" caduto sulle famiglie e non facile da rimuovere è il pagamento degli affitti: «Il Decreto governativo – ha sottolineato la presidente di Federconsumatori – non ha trovato una soluzione Stiamo cercando di trovare un accordo con i proprietari per spalmare le rate. È una questione di primaria importanza, ma anche in questo caso non è semplice arrivare all'intesa. I canoni di affitto, infatti, incidono pesantemente sulla condizione economica delle famiglie in questo periodo, spostando molti verso il ricorso all'usura». La presidente di Federconsumatori di Frosinone e Latina ha toccato il tasto dolente, affermando che «la realtà della Ciociaria e quella pontina sono altamente esposte al fenomeno usuraio». Una conferma, se ce ne fosse bisogno, di quanto ci hanno dichiarato i suoi colleghi di altre associazioni di categoria che operano sul nostro territorio.
Al contrario, Laura Ardia ha sottolineato una nota positiva. Ovvero, il fatto che l'associazione non ha riscontrato problemi per la sospensione delle fatture relative ai pagamenti delle utenze domestiche. Quindi, ha illustrato una proposta relativa alle bollette idriche. Federconsumatori chiede all'Amministrazione provinciale di utilizzare gli oltre 7 milioni di euro derivanti dagli oneri concessori e destinati al risanamento dei bilanci comunali, falcidiati dall'emergenza sanitaria, per abbassare le tariffe del servizio idrico.

«In questa fase di emergenza da Covid-19, potrebbe risultare il miglior sostegno per le famiglie». Laura Ardia ha ricordato che «le tariffe idriche in provincia di Frosinone sono tra le più alte d'Italia. E gli oneri concessori sono soldi che i cittadini hanno già versato pagando le proprie bollette all'Acea-Ato 5. Quindi, sarebbe doveroso che in questa fase critica del dopo-lockdown tali somme vadano in aiuto alle famiglie sotto forma di bonus, nel periodo da marzo a oggi».

Le conclusioni
Il report di Federconsumatori mette in luce soprattutto uno degli aspetti negativi dell'emergenza sanitaria che il Governo si era impegnato a risolvere. Ovvero che le sospensioni annunciate per rate, utenze e mutui vari sono rimaste tali soprattutto sulla carta. Il peso enorme di tali costi è ricaduto con effetti disastrosi sulle famiglie più deboli, come sulle piccole attività commerciali, alimentando il fenomeno dell'usura che, lo ha rimarcato Laura Ardia, vede nelle province di Frosinone e Latina fra i territori più esposti del Lazio. Un fattore di rischio sociale che impone l'intervento delle istituzioni preposte.

di: Arnaldo Bonanni