In Ciociaria si torna a morire per il Covid-19. Il nuovo bollettino della Regione Lazio assegna all'Asl di Frosinone due nuovi casi positivi (uno è quello dell'ospedale di Cassino, già annunciato ieri, l'altro è di San Giovanni Incarico), e anche un decesso. Si tratta di un uomo di 77 anni, Gianfranco Ludovici, poeta dialettale, morto nei giorni scorsi. Si tratta del cinquantaduesimo decesso, il primo dal 25 maggio, quando era morto il farmacista di Villa Latina Paolo Ferraro. Inoltre 12 persone sono uscite dalla sorveglianza domiciliare.

La vittima
Ludovici era ricoverato con altre patologie al San Raffaele di Cassino. Quindi era risultato positivo, anche se asintomatico. Era stato per un periodo anche all'ospedale di Frosinone quindi era stato spostato alla Città Bianca di Veroli dove, nel pieno dell'emergenza, è stata istituita una Rsa-Covid. Poeta dialettale, in arte "Cibelli", aveva scritto alcune raccolte di poesia, in italiano e in dialetto fiuggino, come "I momenti della vita" (1991); "In attesa di… te" (1993); "L'eremo" (2013) e "Dal colle all'eremo" (2014). A proposito di Dal colle all'eremo, l'allora assessore alla Cultura Alessandro Terrinoni scriveva di Ludocvici: «gli spunti tuti vengono dai dintorni delle nostre terre, mostrando un attaccamento alle radici proprio di chi ha vissuto intensamente la vita, mantenendo un'intensità, lucidità e serenità di ricordo, che dimostra la sua piena consapevolezza delle vicende della vita e la capacità di renderle in immagini poetiche».

I contagi
Sono positivi a un solo gene su tre i due nuovi contagiati. Uno è quello di cui si è riferito già nell'edizione di ieri, ovvero una persona ricoverasta al Santa Scolastica di Cassino e poi trasferita all'ospedale Spaziani di Frosinone. L'altro è invece di San Giovanni Incarico. E, infatti, il sindaco Paolo Fallone annuncia così la notizia: «Avevamo detto che era indispensabile non pensare che tutto era finito e che, maggiormente in questa fase, bisognava avere ancor più precauzioni.
Il nemico è invisibile e purtroppo colpisce e questa volta è toccato anche a noi. Stiamo seguendo con massima attenzione questo caso di un nostro concittadino che è risultato positivo al Covid-19. Prima di ogni cosa voglio tranquillizzare tutti che il contagio con buona probabilità è avvenuto all'i nterno del presidio ospedaliero dove è ricoverato da diversi giorni, per cui possiamo con sufficiente sicurezza dire che non vi è stata la propagazione sia sui familiari che di conseguenza ad altre persone. Ma, per escludere con certezza ogni dubbio, la Asl ha già attivato tutte le procedure del caso sull'intero nucleo familiare, ponendo le persone in quarantena e provvedendo ad eseguire i tamponi. Sono in stretto contatto con loro e cerco di essergli più vicino possibile perché in questi casi il calore e l'affetto non deve mancare mai. Tutti stanno bene, ovviamente in pensiero, ma mi sembra il minimo, e con grande diligenza stanno applicando perfettamente il protocollo indicato dalla Asl. Spero che la grande famiglia sangiovannese ancora una volta avvolga di affetto e calore questi nostri concittadini così da aiutarli ad uscire da questo momento particolare. Ovviamente vi terrò aggiornato su ogni fase, come sempre senza nascondere nulla e mantenendo la trasparenza totale sempre nel rispetto delle persone coinvolte. Concludo ribadendo un concetto chiaro già espresso ieri sera, non dobbiamo sentirci liberi ed immuni, ma dobbiamo continuare con rigore ad adoperare le giuste misure di sicurezza. Stiamo valutando ovviamente di applicare misure ristrettive, consentite dalla legge, per evitare ovviamente che con facilità non si adoperino le giuste misure di sicurezza individuali».

Il bollettino regionale
L'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato aggiorna la situazione nel Lazio che, complice il nuovo focolaio, ieri ha registrato il terzo incremento giornaliero di contagi tra le regioni. Dice l'assessore: «registriamo un dato di 23 casi positivi di cui 14 riferibili al focolaio dell'IRCCS San Raffaele Pisana di Roma che raggiunge così un totale di 55 casi positivi. Sono 14 casi che rappresentano una coda riconducibile al focolaio dell'IRCCS poiché sono pazienti che dopo alcuni giorni dalla dimissione dalla struttura hanno sviluppato la positività. C'è stato un decesso presso lo "spoke" dello Spallanzani di Casal Palocco di un paziente residente in provincia di Rieti che aveva svolto un periodo di degenza in riabilitazione presso la struttura. Dei primi 702 test ai drive-in sono risultati positivi in 5 (3 a Casal Bernocchi e 2 all'ex ospedale Forlanini) e la Asl darà comunicazione ad ognuno dei casi compresi quelli risultati negativi. I casi segnalati risultano nei territori della Asl Roma 1, Asl Roma 3, Asl Roma 4, Asl Roma 5 e Asl Roma 6. Il caso dell'Asl Roma 5 ha generato 17 contatti per un totale di contact tracing di oltre 100 unità e al momento 9 casi positivi confermati. Domani (oggi, ndr) ripartono i test sugli operatori e sui pazienti nella struttura IRCCS San Raffaele Pisana dove al momento non risultano positivi.
Proseguono le attività per i test sierologici sugli operatori sanitari e le forze dell'ordine. I decessi sono stati 3, mentre continuano a crescere i guariti che sono stati 65 nelle ultime 24 ore e complessivamente raggiungono le 4.515 unità».

Il report del ministero
Secondo il report del 4 giugno del ministero della Salute, in Italia l'età media dei pazienti deceduti è di 80 anni, l'età mediana è di 82 anni (più alta di quasi 20 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l'infezione e la cui età mediana è di 62 anni). Tra le vittime gli uomini sono il 58,7%, mentre le donne il 41,3%. Al momento del ricovero i pazienti con zero patologie pre-esistenti sono il 4,1%, i pazienti con una patologia pre-esistente il 14,8%, i pazienti con 2 patologie pre-esistenti il 21,5%, i pazienti con 3 o più patologie pre-esistenti il 59,7%. Le aree con la percentuale maggiore di deceduti sono la Lombardia con il 49,8%, l'E m ilia Romagna con il 12,8%, il Piemonte con il 8,5%, il Veneto con il 6%. I sintomi più comunemente osservati prima del ricovero nelle persone decedute sono la febbre con il 76%, la dispnea con il 73%, la tosse con il 39%, la diarrea con il 6% e l'emottisi con l'1%.