Se al Nord l'effetto Covid si è fatto sentire pesantemente sui dati della mortalità, così non è accaduto in Ciociaria. Dal secondo rapporto pubblicato sull'argomento da Istat e Istituto superiore di sanità in provincia di Frosinone, rispetto alla media dei cinque anni precedenti, tra gennaio e febbraio si ha un meno 3,5% di decessi.

A marzo si calcola, invece, un incremento delle morti, con uno scostamento rispetto alle medie dello stesso mese dei cinque anni precedenti dell'1,8% in più.
Ad aprile il dato torna negativo: si ha così un calo del 3,2% delle morti rispetto alla media. In valori assoluti, Istat e Istituto superiore di sanità calcolano che nel primo quadrimestre del 2020 in Ciociaria sono avvenuti 1.697 decessi, di cui 47 dovuti a Covid per un tasso di mortalità di 8,7 ogni centomila abitanti. Si tratta di uno dei tassi più bassi dell'area a media diffusione di Covid.

Va aggiunto che lo studio, almeno per quanto riguarda la provincia frusinate, interessa non la totalità del territorio, bensì una percentuale dell'80% dei comuni per una percentuale di popolazione residente dell'84%. Alcune province dell'Italia settentrionale risultano pesantemente colpite dalla pandemia.

Nella fascia ad alta diffusione del contagio c'è Bergamo con un più 571,3% di vittime a marzo rispetto alla media del quinquennio e un più 122,9% ad aprile. Forti variazioni anche a Cremona con un più 401,4% per marzo e un più 159,2% ad aprile. Anche Lodi ha offerto un grande contributo al Covid: più 377,1% di morti a marzo e più 79,9% ad aprile. Quindi Piacenza dove risulta dallo studio un più 271,1% a marzo e un più 107,1% ad aprile. Ci sono province con un tasso di mortalità superiore a 200 ogni 100.00 abitanti come Lodi (277), Bergamo (268), Cremona (242) e Piacenza (240).