Che fine hanno fatto i finanziamenti destinati alla ristrutturazione della chiesa degli Scolopi? A porre l'interrogativo è l'ex consigliere comunale Maurizio Cianfrocca, che sul suo profilo Facebook ha alzato la questione, pronta a diventare un "flame bait", ossia un argomento che farà discutere (e arrabbiare).
Il riferimento di Cianfrocca è ai famosi 500mila euro di cui si parla da tanti anni e che non vanno confusi con un fondo di importo simile, ma relativo ad un altro progetto di restauro riguardante il tetto della stessa chiesa.

«Di quei soldi - scrive Cianfrocca in una veloce ricostruzione storica - ne è stata spesa una parte per ricoprire i resti archeologici che sono in Piazza Santa Maria Maggiore, proprio davanti alla chiesa; un'altra parte per la faraonica copertura finalizzata a proteggere il cantiere stesso; un'altra parte per la pubblicazione di una guida archeologica (parliamo del testo firmato dalla dottoressa Sandra Gatti, ndr)». «Il resto, più di 150mila euro - prosegue - sarebbero serviti per il famoso museo multimediale da realizzare all'interno della chiesa degli Scolopi e, parzialmente, per la sistemazione della facciata della chiesa, che presenta alcune criticità».

Il secondo pezzo dell'intervento è quello che genererà un dibattito acceso: "Beh, sapete come sembra sia andata a finire? Che l'amministrazione comunale, avendo dimenticato di imputare a bilancio le somme relative a questi interventi, avrebbe visto questi soldi andare in fumo: sono evaporati, insomma li abbiamo perduti... I nostri amministratori ci dicano ora chi dobbiamo ringraziare per questo altro capolavoro». Da noi interpellato, Cianfrocca mostra delusione, ma spera che «In qualche modo la situazione venga recuperata e che non parta il solo "gioco" dello scaricabarile per trovare un responsabile su cui scaricare le colpe».
La vicenda è vecchia, ma le parole dell'ex consigliere comunale sono come un grande sasso lanciato in uno stagno: destinato a fare rumore.