Entra nel vivo la ricerca dell'anidride carbonica nel sottosuolo della Valle di Comino e più esattamente nel territorio di San Donato Valcomino. Il Comune di San Donato ha appena ricevuto una comunicazione della società "Sol gas primari" di Monza nella quale, facendo riferimento a leggi regionali in materia, viene informato che la società ha "avviato il procedimento amministrativo concernente ilrilascio del permessodi ricerca di anidride carbonica da denominarsi ‘CO San Donato', sottolineandoche ilrilascio delprovvedimento finale compete alla Regione Lazio.

Non è una novità che dal sottosuolo della Vale di Comino giungano in superficie emissioni di gas naturale tra cui l'anidride carbonica: il primo a raccontare il fenomeno fu lo storico alvitano Giacomo Castrucci ("in queidiversi edistinti bollori o fonti d'acque che danno l'origine al ruscello di Riomolle ritrovasi in questo castagneto in una valletta a ponente un bollore d'acqua di color cinerino e d'odor di bitume") e nel 1911 il geografo Roberto Almagià così lo descrisse: "il bollitore, detto localmente La Fermentina, sulla pendice SO del Colle Castagneto, che scende al Riomollo". Ora, dopo oltre cento anni, forse è arrivato il momento di mettere a reddito questa risorsa: «Aspettiamo le carte dice il sindaco Enrico Pittiglio Di certo per noi è un'opportunità».

Negli incartamenti prodotti a corredo del permesso di ricerca dell'anidride carbonica a firma del geologo Massimiliano Imperato si legge: "se la presente ricerca desse esito favorevole, evidenziando una buona qualità e quantità del gas captato, si trasformerebbe in risorsa naturale sfruttabile, soprattutto nell'industria alimentare". E per concretizzare la ricerca, l'intervento prevede la realizzazione di tre pozzi con direzione angolata con il più profondo che misurerà 260 metri; su ciascun pozzo verranno effettuate prove di produzione per conoscere la quantità di gas disponibile, mentre la durata della ricerca sarà di quattordici mesi per un costo stimato di oltre 820.000 euro.