Il grosso sequestro di coca eseguito dai carabinieri di Cassino nei confronti dei due fratelli del Napoletano in trasferta per piazzare mezzo chilo di coca è l'ennesimo di una serie di attività antidroga sul territorio. Attività che raccontano un legame diretto tra Cassino e il territorio campano, strettamente connessi da immemorabili interessi comuni. E dall'uno e dall'altro versante, le forze di polizia continuano incessantemente a bloccare i traffici illegali.

A novembre scorso, sono stati i militari di Torre Annunziata a mettere le mani su una organizzazione "specializzata": 36 indagati, con 19 misure cautelari in carcere, 7 arresti domiciliari, 9 misure di divieto di dimora e un solo obbligo di firma alla polizia giudiziaria. In questa vasta operazione, erano stati coinvolti anche un cassinate e un uomo di Minturno.
Ora la partita è stata giocata "in casa" dai militari della Compagnia di Cassino: il sequestro dei 500 grammi di coca purissimo e l'arresto dei due fratelli Gaetano e Matteo Maresca di Torre Annunziata è avvenuto ad Aquino. La droga era destinata a un "deposito" insospettabile: un rudere dal quale, in un momento più tranquillo, sarebbe stata poi spostata e smerciata al dettaglio.

Ora, attesa la fissazione dell'udienza per i giovani campani, i militari stanno mettendo insieme tutti gli elementi in loro possesso, frutto di indagini serrate. Anche perché è chiaro che se la droga arrivava dal Napoletano, gli acquirenti erano locali: fondamentale l'analisi - ancora una volta - dei movimenti degli assuntori. Un po' come avviene quando viene distrutto un formicaio: la riorganizzazione è necessaria quanto repentina. E lascia intravedere ruoli, luoghi e nuove strade.