Emergenza chiama emergenza. Allentata la morsa del Covid, si sono subito aperti nuovi fronti al Santa Scolastica e la "battaglia" per avere prestazioni adeguate è ripresa. È ormai noto che dal 3 giugno si effettuano solo le "urgenze indifferibili", condizione di forte sofferenza per un nosocomio che ha una utenza che abbraccia il Cassinate come pure le regioni limitrofe.

«Ad aggravio aggiuntivo, dal 08.06.2020, sarà inoltre impossibile effettuare la guardia di rianimazione e la guardia di emergenza H24, venendosi a scoprire ben 40 turni di servizio nel mese, e su cui non si sa come sopperire». A parlare è Guido Compagnone, il delegato Uil Fpl Frosinone che continua: «La motivazione della pesantissima questione risiede nel fatto che vi è una grave carenza in organico di medici anestesisti. A partire da questi dati di fatto oggettivi e documentali, la scrivente organizzazione sindacale sente il dovere di intervenire data l'intollerabilità dell'accaduto». La lettera è infatti indirizzata al direttore generale della Asl di Frosinone, la dottoressa Patrizia Magrini, al direttore del Dea Asl Frosinone, dottor Ettore Urbano e al direttore sanitario dell'ospedale di Cassino, dottor Mario Fabi.
«La grave carenza in organico di medici anestesisti - è scritto nella nota - non pare certo occorsa all'improvviso come evento eccezionale e imprevedibile, essendo ben note da tempo lo stato dell'organico di queste figure professionali.

Ci si interroga sul perché si sia arrivati ad una tale precipitazione di eventi senza predisporre in tempi utili un piano di assunzione del personale o qualunque altro provvedimento atto ad affrontare una situazione come quella esposta. Ciò che appare assurdo e paradossale è che questo avviene nel momento in cui al contrario si deve ritornare a una conduzione normale dopo il periodo acuto dell'emergenza Covid-19. Invece a Cassino accade esattamente l'opposto, il livello di prestazioni chirurgiche all'uscita del periodo di emergenza acuta viene a diminuire ancora più, anziché migliorare».

La stessa organizzazione sindacale ritiene inammissibile quanto accade nell'ospedale di Cassino, poiché si configura come condizione non rispondente alle garanzie cliniche per i malati; come anche non idonea alla tutela per quanto la sicurezza sul lavoro e il benessere psicofisico del personale medico di anestesia e rianimazione; e pure, in conseguenza logica, del restante personale sanitario.
Diverse gli interrogativi che la Uil Fpl pone alla Asl di Frosinone. Tra questi: «Come mai in un ospedale sede di Dea di primo livello come il Santa Scolastica si determina una tale incredibile situazione di mancanza di personale di anestesia, mentre in altri nosocomi non sede di Dea l'organico non è così ristretto?
Quali sono i provvedimenti strutturali che la Asl ha approntato, fuori dei meri atti estemporanei privi di prospettiva?».

La posizione del sindaco
Il sindaco Enzo Salera si è attivato per cercare di risolvere il problema. Ma come può la politica gestire processi della Asl? «Fin da subito - ha evidenziato il primo cittadino - abbiamo cercato di muoverci. La settimana scorsa ho incontrato il direttore generale facente funzione della Asl di Frosinone, la dottoressa Patrizia Magrini, il direttore del Dea Asl Frosinone, dottor Ettore Urbano e il direttore sanitario dell'ospedale di Cassino, dottor Mario Fabi per cercare di riorganizzare gli anestesisti. Figure professionali che sono in numero insufficiente per la Asl di Frosinone, sono 34 per 4 nosocomi.

Il problema comunque sembra essere legato alla convenzione con la regione Campania dalla quale provenivano diversi anestesisti che ora, anche a causa dell'emergenza sanitaria, è saltata. Stiamo cercando quindi di ripristinare questa convenzione. Intanto domani (oggi ndr) avrò un confronto con il direttore della Commissione Sanità della Regione Campania, poi un nuovo confronto con l'Assessorato alla Sanità della Regione Lazio. Spero quanto prima, già la settimana prossima, di poter dire che il problema si è risolto. Le urgenze sono comunque assicurate».