Giovedì l'annuncio di tre giorni lavorativi a giugno, poi ieri Fca ha comunicato altra cassa integrazione dal primo al dieci luglio. Si tratta di cig ordinaria in quanto la prima tranche di cassa in deroga concessa dal Governo per l'emergenza Covid terminerà il 14 giugno. Dal 15 al 30 giugno è già in programma la cig ordinaria, ieri l'azienda ha comunicato che il blocco proseguirà fino al 10 luglio. Da quanto trapela da fonti interne qualche giorno lavorativo dovrebbe esserci solo tra il 13 e il 20 luglio, dopodiché ci sarà altra cig ordinaria fino ad arrivare alle ferie di agosto.

In fabbrica con il contagocce
A settembre l'azienda potrà sfruttare la seconda tranche di cassa in deroga, poi in autunno toccherà rimettere in moto i motori a pieni regime perché altrimenti l'intero settore rischia di collassare: tante fabbriche dell'indotto sono già al collasso. La situazione era già precaria a inizio anno, infatti tra gennaio e febbraio la produzione era inferiore al 60%, poi dopo il lockdown di marzo e aprile, a maggio si è lavorato solo tre giorni e idem accadrà questo mese: in fabbrica si andrà solo lunedì, martedì e mercoledì della prossima settimana.

Per questo motivo i sindacati chiedono che sia direttamente il Governo a scendere in campo per salvaguardare il settore e una delle prime proposte che filtra da Palazzo Chigi è quella di un super bonus di 4.000 euro sulla rottamazione delle vecchie auto per incentivare l'acquisto di nuove vetture. A Cassino la speranza è data anche dal nuovo modello che, seppur in ritardo rispetto alle previsioni, dovrebbe arrivare sulle linee tra fine anno e inizi 2021, proprio negli stessi mesi in cui si dovrebbe perfezionare la fusione con Peugeot.
E il ministro Gualtieri rassicura sul fatto che Fca, dopo aver ottenuto il prestito, dovrà fare investimenti negli stabilimenti italiani.

Il delegato del premier Conte spiega: «Abbiamo detto a Fiat che con il prestito ci devono pagare investimenti in Italia. Si tratta di un prestito, non di un regalo: abbiamo chiesto a Fca impegni aggiuntivi rispetto a quelli esistenti prosegue Gualtieri tra cui rafforzare e confermare tutti gli investimenti in Italia. Abbiamo anche detto no a delocalizzazioni. La garanzia dello Stato è legata a queste condizioni. Anche perché stiamo parlando di una grande multinazionale globale che sta negli Stati Uniti e ora sta negoziando una fusione con Psa in Francia e che noi abbiamo il dovere, come governo, di tenere ancorata in Italia».

L'impegno del Governo
Il ministro dell'Economia spiega che si tratta di «un'importante operazione di politica industriale».
E che «dal Governo ci sarà massimo rigore nella verifica degli impegni. Fca si è impegnata a utilizzare le risorse per sostenere la liquidità della filiera automotive, il che è utile e apprezzabile. Tuttavia nelle interlocuzioni informali che hanno preceduto la richiesta di finanziamento a Intesa San Paolo il governo ha chiarito che sarebbero state necessarie condizioni aggiuntive: la conferma e il potenziamento del piano di investimenti anchenelle nuove condizioni determinate dal Coronavirus, l'impegno alla non delocalizzazione della produzione e la conferma dei livelli occupazionali negli stabilimenti italiani».