«Indubbiamente la realizzazione della stazione Tav rappresenterebbe un'occasione enorme per questo territorio». Così Maurizio Stirpe, vicepresidente nazionale di Confindustria, con deleghe al lavoro e alle relazioni industriali.

Il 14 giugno il primo treno superveloce, alle ore 17.41, farà tappa a Frosinone. Poi a Cassino. E lo farà attraverso il viaggio inaugurale del Frecciarossa 9539 Milano centrale-Napoli centrale.

Le diverse fasi
Maurizio Stirpe argomenta: «Il progetto necessariamente si snoderà su diverse fasi.
La prima, quella delle fermate dei treni a Frosinone e a Cassino, servirà ad avere un'idea su quello che potrà essere il potenziale bacino di utenza. Per una valutazione su questo specifico punto. Poi, nella seconda fase, si affronterà il tema dell'aumento del numero dei treni che potranno effettuare le fermate.
Sempre con lo stesso obiettivo, vale a dire la valutazione del bacino d'utenza. Soltanto dopo questi due passaggi si definirà il terzo, che è quello della realizzazione di una stazione dell'Alta Velocità.
Ma il bacino di utenza è fondamentale. Faccio l'esempio della stazione Mediopadana di Reggio Emilia, una delle più importanti. Anche e soprattutto perché rappresenta un punto di riferimento per diverse altre zone e province di quell'area. È del tutto evidente che Ferrovie dello Stato intende "te stare"la potenzialità del bacino di utenza. L'auspicio naturalmente è che il bacino di utenza sia il più vasto possibile e che la stazione Tav possa rappresentare un punto di "attrazione" anche per territori diversi dalla Ciociaria. Siamo nella fase iniziale, delicata, importante e strategica».

Le opzioni per il territorio
Argomenta il vicepresidente nazionale di Confindustria: «Concentriamoci sulle diverse fasi. Aggiungo anche che la fermata del treno a Frosinone rappresenta per il capoluogo anche l'occasione per lavori di ammodernamento e di riqualificazione della stazione ferroviaria». Ma la realizzazione di una stazione dell'Alta Velocità può essere per la Ciociaria un'occasione come quella dell'autostrada del Sole? Risponde Maurizio Stirpe: «Sicuramente sì.
Francamente non penso che l'opzione Tav possa rappresentare una svolta per quanto riguarda, per esempio, il tragitto dei pendolari della tratta Roma-Cassino. Teniamo presente anche che, almeno in questo momento, lungo il percorso Sgurgola-Cassino (e viceversa) il treno non avrà i tempi dell'Alta Velocità.
Ma dobbiamo guardare alla prospettiva e a quello che significherebbe avere una stazione della Tav in provincia di Frosinone. Significherebbe essere collegati direttamente con il Nord Italia e con l'Europa.
Un'opportunità enorme, straordinaria, irripetibile.
Un'opportunità che questo territorio non può perdere».

Le polemiche inutili
Prosegue Maurizio Stirpe: «Ci si sta aprendo un mondo enorme davanti. Dipenderà anche da noi saper cogliere questa possibilità. L'eccesso di campanilismo non soltanto non paga, ma non aiuta neppure a proiettarci nel futuro. Il ragionamento è diverso: la stazione deve essere realizzata dove c'è il bacino di utenza maggiore e dove esistono delle opzioni strategiche migliori.
Punto. Questa storia non è e non può essere un"derby" campanilistico tra Frosinone e Cassino. Non ha senso.
È il momento delle strategie complementari, non delle divisioni e delle polemiche sterili.
Abbiamo la straordinaria occasione di far crescere, tutti insieme, questo territorio. È un'occasione che non capiterà mai più. Sprecarla sarebbe un delitto. Pensiamo in grande e in modo unitario. Pensiamo alle future generazioni e al futuro del nostro sistema economico. Lasciamo stare i campanilismi.
Davvero. Abbiamo la possibilità di essere collegati a Milano, a Monaco di Baviera. Direttamente».

Ubicazione e strategie
Il nodo vero resta quello della realizzazione della stazione dell'Alta Velocità tra Supino e Ferentino.
Per diverse ragioni, logiche. Intanto perché quell'area è già sulla Tav. Particolare non di poco conto.
Ma ci sono poi altre considerazioni da effettuare.
A cominciare proprio dal bacino di utenza. Perché quella zona è vicina alla provincia di Latina. E inoltre, in chiave provinciale, va tenuta presente anche la vicinanza con l'Abruzzo. Quindi il casello autostradale di Ferentino, nel mezzo dell'area industriale del nord della provincia. È su questi parametri che bisogna ragionare, tutti insieme. Da provincia. Guardando alle prospettive di un collegamento diretto con l'Europa.
Oltre che con il Nord Italia.

Quando il progetto è stato presentato Gianfranco Battisti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, spiegò che la fermata è prevista a Ferentino perché «è un punto strategico che permette di evitare deviazioni di percorso che fanno perdere venti minuti».
Aggiungendo: «Lì ci sono le condizioni per creare due ali di supporto di salita e discesa. È un polo facilmente raggiungibile anche per tutto il bacino nord della Ciociaria. È una rivoluzione storica per la provincia di Frosinone. Non è tanto la fermata in sé ad essere importante quanto la necessità di integrarsi con l'ecosistema a creare valore. Bisogna attivarsi con la Regione, i Comuni, gli enti locali e le realtà imprenditoriali per far crescere le potenzialità delle aziende del territorio». La sfida da vincere è questa.
Soltanto questa. E sarebbe... tutto.