Le modifiche alla Ztl compattano e uniscono nove associazioni, tutte contrarie ai nuovi orari, e per questo scrivono una lettera appello al sindaco Daniele Natalia.
Nella missiva vengono ribadite tutte le ragioni della loro contrarietà: sostenendo la battaglia iniziata dal comitato "Quartiere Cerere" per creare un'area pedonale che possa soddisfare i residenti e turisti. «I sottoscritti, rappresentanti delle associazioni "Acta est Fabula", "Agorà", "Anagni Cambia Anagni", "Anagni Viva", "Anagni Città in Arte", "Casa Barnekow", "Legambiente Circolo di Anagni", "Quartiere Cerere e "Terra Dolce" chiedono la revoca dell'ordinanza n. 103/2015 del responsabile del servizio». L'inizio è un chiaro e forte messaggio.

Ma poi i rappresentanti delle associazioni, dopo aver esposto le proprie ragioni, lanciano proposte. «Chiediamo - proseguono - il ripristino, con decorrenza immediata del senso di marcia di Corso Vittorio Emanuele in vigore prima della citata ordinanza n. 103/2015, con direzione di marcia da porta Cerere a Largo Zegretti (accesso da via degli Arci) e svolta obbligatoria verso via G.Giminiani dal predetto Largo Zegretti, sia per i veicoli provenienti da Porta Cerere che per quelli provenienti da Porta S. Maria». Terzo punto.

«La revisione ed ampliamento degli orari di Ztl estiva, tenendo in considerazione, tra le altre cose, la necessità di una Ztl domenicale (e festivi) di mattina e l'esito positivo degli orari adottati nel tratto di via Vittorio Emanuele da Largo Zegretti a Porta Cerere nel corso dell'estate 2019 (Ztl estiva tutti i giorni dalle 18 alle 24), da estendere eventualmente lungo tutto il Corso».
Le associazioni non si fermano e incalzano Natalia. «Chiediamo l'adozione, in ogni caso, di misure di contenimento del traffico veicolare onde consentire ai pedoni di rispettare le prescrizioni di distanziamento sociale, ivi compresa l'implementazione dei controlli, dei varchi Ztl e suddivisione per zone - e infine - aprire un confronto su l'opportunità di procedere ad esperimenti di isola pedonale e misure di mobilità sostenibile e mobilità alternativa». Lanciano un duro monito. «In mancanza di queste risposte - ci riserviamo di intraprendere tutte le azioni più opportune alla tutela dei diritti della cittadinanza».