Insegnano a leggere e a scrivere a un detenuto in carcere, dopo di che vengono stalkerate dal loro stesso "allievo". Una storia che sembra un film, invece è tutto vero. Protagonisti della vicenda due insegnanti di sesso femminile della provincia di Frosinone e lui, il quarantenne D.M. di Ferentino, il quale all'epoca dei fatti, tra il 2015 e il 2017, era detenuto nella Casa circondariale di Frosinone per alcuni reati. Oggi invece è recluso nel carcere di Viterbo, in misura cautelare, per i reati di stalking e furto di cui è accusato per i fatti in questione e probabilmente anche per scontare vecchi crimini.

Quindi alla fine dell'attività educativa e sociale che il detenuto praticava nella Casa circondariale di Frosinone e dopo aver lasciato il carcere frusinate, avendo imparato a scrivere e a leggere, essendosi invaghito delle proprie due docenti evidentemente, ha utilizzato anche la sua nuova arma della scrittura e per le due donne sono incominciati i guai. L'uomo ha iniziato a scrivere lettere di natura sentimentale e a mettere in atto appostamenti, in una circostanza si è appropriato perfino di un veicolo in sosta per recarsi nei pressi dell'abitazione delle docenti.

La vita delle due in sostanza si stava facendo via via sempre più difficile, tanto è vero che avrebbero subìto, in particolare una di esse, finanche qualche ripercussione di natura psicologica. Un bel giorno però le vittime, stanche e intimorite, hanno deciso, evidentemente prima che la situazione precipitasse, di sporgere denuncia presso i carabinieri. Sono stati i militari della stazione di Ferentino, al termine di indagini specifiche, ad arrestare lo stalker. Ieri nel tribunale di Frosinone si è svolto il processo, o meglio la fase istruttoria, a carico dell'uomo, che ha partecipato in videoconferenza dal carcere viterbese.

Per la sentenza bisognerà aspettare il prossimo 24 settembre. Era presente invece la parte offesa, vale a dire le due istruenti coinvolte nella vicenda spiacevole, che hanno affidato la propria difesa legale all'avvocato Antonio Ceccani.