Se all'accordo di programma tra Ferrovie dello Stato e Regione Lazio che prevede la realizzazione di una stazione dell'alta velocità tra Supino e Ferentino seguiranno fatti concreti, la provincia di Frosinone, dopo decenni di buio totale, avrà pescato il classico "jolly" dal mazzo. Tutte le altre ipotesi venute fuori in questi giorni facilitano la retorica di una terra i cui protagonisti non sanno distinguere il grano dal loglio. Il "jolly" è solo la stazione dell'alta velocità. Quella che Ferrovie dello Stato sembrerebbe intenzionata a costruire in prossimità del casello A1 di Ferentino o laddove ritenesse più opportuno. Anche nel sud della provincia.

Solo ed esclusivamente quello potrà essere il jolly.
Non il treno instradato a scopo promozionale su Cassino e Frosinone (un bel modo per presentare il sogno), non le sovrastrutture (consorzi, associazioni di promozione...) che si intendono realizzare, non la polemica alimentata da mediocri politici in via di estinzione che aizzano pericolose faide geografiche.
Il "jolly" è la stazione dell'alta velocità. Punto. Quella nella quale il treno arriva senza mai uscire dal tracciato veloce.

Infrastruttura che dove è sorta ha consentito al Pil del territorio una crescita importante e un deciso miglioramento della qualità della vita. Chi può lavori a fianco dell'ad Gianfranco Battisti per centrare l'obiettivo senza deleteri campanilismi. Il resto sono chiacchiere che porta via il vento. Anche quello debole che si alza al passaggio di una vecchia littorina.