Scade oggi, 3 giugno, il termine per presentare la domanda relativa all'indennità da 600 euro per il mese di marzo, che l'Inps ha erogato ai lavoratori autonomi colpiti dall'emergenza Coronavirus.

Si tratta della richiesta che gli interessati non avevano provveduto a inoltrare nelle settimane scorse. Quella di oggi, però, è soltanto una delle scadenze fissate dall'Istituto di previdenza.

Lunedì, infatti, l'Inps ha comunicato che 42mila fra titolari di assegni di invalidità e lavoratori stagionali riceveranno l'indennità Covid-19 per il mese di marzo, dopo il riesame d'ufficio delle domande respinte in precedenza. Si tratta di 19mila istanze ricevute dai percettori dell'assegno ordinario di invalidità e da 23mila stagionali.

Domande che quindi verranno messe in pagamento per i mesi di marzo e aprile 2020. Insieme a questo dato, l'Inps ha precisato che chi riceve un assegno di invalidità e non ha ancora presentato la domanda, perchè in precedenza era incompatibile con il bonus, con l'introduzione delle nuove disposizioni potrà farlo fino a lunedì prossimo, 8 giugno.

Lo stesso limite è indicato per coloro che ricevono il Reddito di cittadinanza e che, per il mese di aprile, potranno chiedere un'integrazione fino a raggiungere il tetto di 600 euro. Invece, c'è tempo fino al 21 di questo mese per chiedere il riesame delle domande rigettate.
Riguardo a quanti sono titolari del sussidio di invalidità, l'Inps ha ricordato che «l'eventuale ammissione al pagamento di marzo comporterà anche il pagamento dell'indennità per il mese di aprile.

Analogo termine prorogato all'8 giugno 2020 viene previsto per i titolari del Reddito di cittadinanza che, pur non avendo diritto all'indennità per il mese di marzo, possono beneficiare dell'integrazione del reddito stesso fino al raggiungimento dei 600 euro (500 euro in caso di lavoratore agricolo) per il mese di aprile 2020. In caso di ammissione al beneficio, non verrà quindi pagata l'indennità Covid-19, ma esclusivamente una integrazione del proprio Reddito di cittadinanza in corso di erogazione».

Nella nota dell'Istituto viene anche precisato che «le indennità Covid sono incompatibili con il Reddito di emergenza (Rem)». Infine, tra le altre novità, l'Inps ricorda il "Decreto Rilancio Italia" che ha previsto per i lavoratori dello spettacolo un'indennità Covid-19 di 600 euro mensili per aprile e maggio.

I beneficiari iscritti al Fondo dei lavoratori dello spettacolo sono ricompresi in due platee: con almeno 30 contributi giornalieri versati nel 2019, da cui deriva nel medesimo anno un reddito non superiore ai 50.000 euro; con almeno 7 contributi giornalieri versati sempre nel 2019, da cui deriva nel medesimo anno un reddito non superiore ai 35.000 euro.

Per entrambe le categorie, è prevista l'incompatibilità con le pensioni dirette o con il lavoro dipendente verificati alla data del 19 maggio 2020. Inoltre, per tutte e due le citate fasce di reddito, viene precisato che sono già on-line le domande di accesso, con un unico format per le due mensilità. Ma non basta. Coloro che con il requisito dei 30 contributi giornalieri hanno già inoltrato la domanda per il mese di marzo non devono presentarne una nuova.

La situazione della Cig
Vediamo altri importanti numeri diffusi dall'Istituto previdenziale riferiti alla cassa integrazione. Da un comunicato Inps, aggiornato al 28 maggio scorso, si apprende che in Italia sono 6,8 milioni i lavoratori che hanno ricevuto il pagamento della Cig o dell'assegno ordinario, a causa dell'emergenza economica causata dal Coronavirus.

L'Inps ha effettuato il pagamento diretto a 2.583.671 lavoratori, mentre gli altri 4.241.954 sono stati anticipati dalle aziende con il conguaglio dell'Istituto. Le richieste di pagamento diretto riguardano nel complesso 3,93 milioni di lavoratori, ma l'Inps ricorda che non a tutti gli 8,17 milioni di potenziali beneficiari degli ammortamenti sono arrivate le domande di sospensione.

Al contrario, le domande effettive ancora da pagare sono 253.588, per un totale di 670.324 beneficiari.
Le domande di cassa integrazione ordinaria presentate dalle aziende sono 415.507. Finora ne sono state autorizzate 395.359. In merito alle domande di assegno ordinario, quelle inviate ai fondi sono 175.836 per un totale di 2.589.783 beneficiari potenziali.

Invece le domande di cassa integrazione in deroga lavorate dalle singole Regioni e inviate all'Inps per l'autorizzazione al pagamento, sono attualmente 546.101, su un totale di 1.434.033 lavoratori.
A tale proposito, l'Inps ha autorizzato 546.010 domande, in media il 90% delle richieste.