Sulla questione dell'Ex Onmi è intervenuto anche l'architetto Giacomo Bianchi, che della struttura ha ripercorso la storia: «Nel 1951 , con l'incarico all'architetto Giuseppe Nicolosi quale progettista della sede Onmi di Cassino, la città iniziò, anche con la costruzione dei cimiteri di guerra, a darsi una visibilità internazionale. Questo edificio rappresenta una bellissima storia accaduta nell'ambito degli aiuti degli Stati Uniti all'Italia. Il desiderio di molti americani di aiutare la maternità e l'infanzia italiana, in un momento tristissimo di miseria e fame, non è raccontato se non dalla figlia della Bignardi, delegata dagli Usa a gestire quelle risorse.

Questo edificio è stato il punto di riferimento di tante piccole Onmi disperse nei paesini limitrofi, simbolo di una sensibilità verso le esigenze di un'infanzia che sia in Italia che in America abbiamo raccontato poco. Ancora oggi io sostengo che abbiamo molte difficoltà a raccontare la pace , dopo aver sentito dai nostri genitori solo l'orrore della guerra. Ecco perché il recupero dell'edificio Onmi va associato a una destinazione di alto respiro internazionale, almeno nei due piani superiori. Ci sono in atto incontri di alto livello per verificare la possibilità di trasformarlo in un Centro studi internazionale sulla Battaglia di Cassino. Coinvolgendo gli archivi degli 11 paesi che qui hanno combattuto e attraendo giovani e ricercatori in un'operazione storica. Oggi più che mai, ogni iniziativa che si mette in campo in questa città, deve avere un respiro internazionale e attrarre giovani. Altrimenti la città chiude e si trasformerà in una gigantesca rsa» conclude polemico Bianchi.