Gli ultimi nubifragi e grandinate hanno dato il colpo di grazia alle ciliegie in Puglia dove si realizza il 40% del raccolto nazionale in una maledetta primavera che ha fatto perdere lungo la Penisola piu' un frutto su tre con il crollo dei raccolti, dalle pesche alle nettarine fino alle albicocche, ed un rincaro dei prezzi al consumo. E' quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti che chiede l'immediata attivazione dello stato di calamità naturale per l'ondata di maltempo che ha danneggiato in Puglia anche le ciliegie della varietà "Ferrovia", dopo aver falcidiato fino al 90% il raccolto delle primizie Bigarreau e Georgia.

Un flagello che fa salire il conto dei danni provocati dal clima impazzito con il moltiplicarsi nel 2020 di eventi estremi, dal gelo alla grandine. A livello nazionale si stima una produzione di pesche e nettarine ridotta del 28% per un raccolto di quasi 820mila tonnellate che colloca l'Italia in Europa dopo la Spagna mentre il Belpaese – sottolinea la Coldiretti – resta primo produttore di albicocche con 136mila tonnellate, un quantitativo che è però più che dimezzato rispetto allo scorso anno (-56%). Il rischio – precisa la Coldiretti – è che una ridotta diponibilità di frutta nazionale provochi un deciso aumento delle importazioni dall'estero da spacciare come Made in Italy ma anche un rialzo dei prezzi al consumo come dimostra l'aumento del 7,8% registrato dall'Istat a maggio.