"Non possiamo pensare a Guglielmo senza pensare a Serena. Ci siamo fatti scudo negli anni, raccogliendo le sue pene. Seguendo la sua battaglia per la verità. La lotta di Guglielmo per la giustizia e la verità non è finita. Ci liberi il Signore dalla malattia peggiore: la mancanza di Speranza. Ora che Guglielmo ha raggiunto Serena siamo qui a pregare per loro affinché vinca la luce, la verità. Gesù, via verità e vita può colmare Lui solo le nostre attese".

Parole chiare, quelle pronunciate nell'omelia, che uniscono le attese di Guglielmo alla ricerca di una verità che ormai sembra più vicina. La comunità di Arce, riempita la chiesa, ha seguito la messa all'esterno grazie agli altoparlanti. E lo ha fatto con una consapevolezza: la battaglia per la verità, ora più che mai, deve andare avanti. E deve essere condotta da ognuno di noi, come fossimo tutti figli e fratelli del maestro Guglielmo.

Al termine della cerimonia, dopo gli ultimi toccanti saluti, il feretro è uscito dalla chiesa tra la commozione di tutti, che hanno salutato un parente e non un concittadino. Perché a salutare Guglielmo è stata un'unica immensa e unita famiglia. E come si fa tra gli affetti più cari, dopo il dolore si riparte più uniti che mai.

Una lunga e silenziosa processione all'esterno della chiesa per salutare Guglielmo prima del suo ingresso in chiesa.

Una commozione trattenuta dalla voglia di avere giustizia per Serena ma da oggi anche per Guglielmo che oggi più che mai ha lasciato il testimone a tutta la società civile in questa giornata "drammatica come quella vissuta 19 anni fa" ha ricordato il sindaco di Arce.

In modo ordinato si inizia a entrare in chiesa, prima i parenti, poi gli altri ma non prima della misurazione della temperatura da parte della protezione civile. Arrivato da poco anche Carmine Belli, altra vittima di questo dolore che ha omaggiato Guglielmo prima di entrare. 

di: Cdd

Un applauso e tanta commozione. La comunità di Arce ha accolto così l'arrivo del feretro di papà Guglielmo all'ingresso della chiesa dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo, in piazza Umberto I. 

Tante le persone che hanno voluto porgere l'ultimo saluto ad un padre diventato simbolo di una lunga battaglia per la verità. Quella sulla morte della sua amata figlia Serena. 

Oggi è il giorno del dolore. Diciannove anni fa, ironia della sorte, proprio in queste ore, Guglielmo Mollicone fremeva e piangeva per la scomparsa di sua figlia Serena. La diciottenne fu trovata l'indomani senza vita in un anfratto in località Fonte Cupa, ad Anitrella. 

Oggi l'intera comunità è al suo fianco. Accarezza la sua bara. La sua battaglia per la verità ora è la battaglia di tutti. 

di: La Redazione

Tutta la comunità di Arce è pronta ad attendere l'arrivo della salma di Guglielmo Mollicone. Il sindaco ricorda "papà coraggio", la sua battaglia, l'importanza di trovare giustizia per Serena. E ora anche per Guglielmo. Una verità ora più attesa che mai.

Striscioni all'ingresso del paese e per le strade. La battaglia per Serena è una battaglia di tutta la comunità civile.

Diciannove anni fa, proprio in queste ore, Guglielmo Mollicone fremeva e piangeva per la scomparsa di sua figlia Serena. La diciottenne fu trovata l'indomani
senza vita in un anfratto in località Fonte Cupa, ad Anitrella. Un dolore che papà Guglielmo si è portato
dentro per tutti questi anni, un fardello pesantissimo, forse determinante per compromettere il suo
cuore coraggioso che senza sosta ha reclamato la verità su quell'orrendo delitto. 

Anche il sindaco Luigi Germani ricorda questi lunghi anni di battaglia per la verità

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di: Cdd

Diciannove anni fa, proprio in queste ore, Guglielmo Mollicone fremeva e piangeva per la scomparsa di sua figlia Serena. La diciottenne fu trovata l'indomani senza vita in un anfratto in località Fonte Cupa, ad Anitrella.

Un dolore che papà Guglielmo si è portato dentro per tutti questi anni, un fardello pesantissimo, forse determinante per compromettere il suo cuore coraggioso che senza sosta ha reclamato la verità su quell'orrendo delitto.

Oggi la comunità gli renderà quelle lacrime, piangerà per lui, per quello che ha rappresentato, per la giustizia che non ha ancora avuto. Ma che grazie a lui potrà uscire fuori dal processo bis che potrebbe iniziare a breve.

Stamane alle 11, nella chiesa dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo, in piazza Umberto I, l'ultimo saluto a un uomo sfortunato quanto forte, che ha trasformato la sua immane tragedia in un insegnamento collettivo, un anelito corale di giustizia per Serena.
Nella chiesa, la stessa dell'addio alla giovane, per le restrizioni dovute all'emergenza Covid non potranno entrare più di 110 persone.

Nella piazza antistante il Comune allestirà degli altoparlanti per permettere a chi resterà fuori di seguire la funzione. Poi il corteo funebre si dirigerà alla tomba di famiglia, nel cimitero di Rocca d'Arce.
Per la durata del funerale vigerà il lutto cittadino decretato ieri dal sindaco Luigi Germani: bandiere a mezz'asta in Comune e un minuto di raccoglimento in memoria di "papà coraggio".

Guglielmo Mollicone, 72 anni, maestro elementare in pensione, è spirato nel tardo pomeriggio di domenica nel suo letto della clinica Città Bianca di Veroli, dov'era ricoverato dalla fine dello scorso gennaio. Un grave infarto lo aveva colto la notte del 29 novembre 2019.
Era stato ricoverato d'urgenza all'ospedale Spaziani di Frosinone dove è rimasto per circa un mese nel reparto di terapia intensiva. Poi, quando le sue condizioni si erano stabilizzate, il trasferimento nella clinica verolana dov'è morto.

Lo piangono i suoi concittadini e i tanti che in questi anni lo hanno incontrato, seguito sui giornali e in tv, condiviso con lui la sua struggente pena. Grande cordoglio anche a Rocca d'Arce dove vive la sorella Consuelo e in tutta Italia.
La sua determinazione è stata fondamentale per riaprire il processo per l'omicidio di Serena, chiuso in prima istanza senza colpevoli.

Ieri in molti gli hanno reso omaggio nella camera mortuaria della clinica Città Bianca. E la famiglia di Gilberta Palleschi, l'insegnante vittima di femminicidio, con il volontario Massimo Di Ruscio ha raggiunto il luogo dove fu trovata Serena e lasciato lì una lettera e dei fiori. Un gesto per significare che papà Guglielmo non è più tra noi, ma la sua istanza di giustizia sì.

di: Paolo Romano