L'Italia riapre. Via le restrizioni: da domani si può circolare liberamente tra le Regioni.
Cadono le ultime barriere (a parte cinema e teatri destinati a riaprire il 15 giugno, saune, bagni turchi e discoteche, ormai ha riaperto quasi tutto) per cui i vecchi confini regionali potranno di nuovo essere oltrepassati, anche se restano ancora diverse restrizioni e pareri contrari al liberi tutti.

Dalla giornata di domani potremo andare in qualsiasi regione per qualsiasi motivo e senza dover esibire l'autodichiarazione usata durante il lockdown. Sarà consentito oltrepassare i confini nazionali: aperte le frontiere nell'area Schengen e in altri paesi europei, ma anche qui con alcune limitazioni per gli italiani come stanno facendo, tra le altre, Grecia e Croazia.

Sarà bene continuare a rispettare le regole anticontagio come mantenere la distanza di un metro, di due se si fa attività fisica, e portare la mascherina. Quest'ultima in alcune regioni è obbligatoria anche all'aperto (in Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Campania e a Genova).

Spostarsi liberamente tra regioni consentirà di raggiungere le seconde case, al mare o in montagna, e pernottare in strutture ricettive, sempre che si siano messe in regole con le norme della fase 2 e abbiano riaperto al pubblico. Nonostante tutto, in auto non si potrà viaggiare liberamente. Non ci sono restrizioni per i conviventi, altrimenti si dovrà viaggiare massimo in due, con la mascherina, e con il passeggero accomodato sul sedile posteriore. Non si potranno portare gli amici.

Non tutte le regioni hanno accolto con favore l'apertura generalizzata. Nonostante il calo dei contagi di queste settimane,sono vive le preoccupazioni di alcuni governatori soprattutto in relazione al fatto che, negli ultimi tempi, i nuovi contagi hanno riguardato, con percentuali oscillanti tra i 50 e il 60% la Lombardia.
Perciò è probabile che restino alcune restrizioni.
Sardegna, Sicilia e Campania, fino al 7 giugno, manterranno la quarantena per chi arriva da fuori regione.

Il Lazio alza il livello d'allerta alle stazioni e agli aeroporti dove sarà potenziato il "contact tracing".
I casi sospetti saranno indirizzati al tampone drive-in.
Per la riapertura di tutte le regioni senza distinzioni hanno spinto in modo particolare le regioni del Nord Italia. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana rimarca i dati «estremamente positivi».
Di «numeri pienamente in regola» parla anche il presidente del Piemonte, Alberto Cirio.
«Il nemico è il virus  - scrive su Facebook Giovanni Toti della Liguria - non sono le persone, qualsiasi sia la loro provenienza». Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia è anch'egli favorevole e smorza le polemiche. Voci contrarie dalla Toscana. Su Facebook il governatore Enrico Rossi è chiarissimo: «Mi chiedo per quale ragione la Lombardia, che ha un livello di contagi molto più alto di altre regioni, debba essere trattata come le altre, con il rischio di mettere nuovamente in giro i contagi. Più prudenza forse sarebbe stata opportuna».

E c'è chi ricorda la grande fuga dal Nord quando iniziò a circolare l'indiscrezione dell'imminente lockdown con tutto ciò che ne è conseguito.
Dalla Campania Vincenzo De Luca è altrettanto scettico al via libera per tutti: «Si poteva decidere semplicemente, togliendo i nomi delle regioni, che i territori nei quali nell'ultimo mese c'era stato un livello di contagi giornalieri superiore a un numero prefissato (200 250-300) fossero sottoposti a limitazioni nella mobilità per un altro breve periodo».