Lutto cittadino domani ad Arce per la morte di Gugliemo Mollicone. Il sindaco Luigi Germani ha firmato poco fa il decreto. Bandiere del Comune a mezz'asta, manifesto funerario con cui l'amministrazione comunale esprime il suo cordoglio ai familiari di Gugliemo e un minuto di silenzio che verrà osservato in un luogo ancora da stabilire.

Il lutto cittadino è stato proclamato in coincidenza con il funerale di Gugliemo Mollicone, fissato per le 11 di domani nella chiesa dei santissimi Apostoli Pietro e Paolo, ad Arce.

Papà Gugliemo è spirato ieri pomeriggio nel suo letto della clinica Città Bianca di Veroli, dov'era ricoverato dalla fine dello scorso gennaio. Un grave infarto lo aveva colto la notte del 29 novembre 2019. Era stato ricoverato d'urgenza all'ospedale Spaziani di Frosinone dove è rimasto per circa un mese nel reparto di terapia intensiva. Poi, una volta che le sue condizioni generali si erano stabilizzate, il trasferimento nella clinica verolana dove ieri è morto.

Grande cordoglio nel suo paese, ma anche a Rocca d'Arce dove vive la sorella Consuelo e in tutta Italia. Gugliemo Mollicone era divenuto per tutti un simbolo: un padre che chiede giustizia per l'assassinio efferato di sua figlia, avvenuto esattamente diciannove anni fa, e che si è è battuto come un leone per conoscere la verità. La sua determinazione è stata fondamentale per indurre la magistratura a riaprire il processo per l'omicidio di Serena, chiuso in prima istanza senza colpevoli.

Ora per quel delitto sono imputati il maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, ex comandante della caserma di Arce, la moglie Anna Maria, il figlio Marco e il maresciallo Vincenzo Quatrale. Sono tutti accusati di concorso nell'omicidio della diciottenne nel 2001.

Si terranno domani alle 11, nella Chiesa dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo, in piazza Umberto I ad Arce, i funerali di Guglielmo Mollicone. 

"Papà coraggio" dal giorno del ritrovamento del corpo senza vita della figlia Serena il 3 giugno del 2001, nel boschetto di Fonte Cupa ad Anitrella, frazione di Monte
San Giovanni Campano, non si è dato pace. Ha chiesto verità e giustizia. Per 19 lunghi anni. E si è spento senza avere risposte. 

Il processo per il delitto di Serena, infatti, non si è ancora concluso. E papà Guglielmo è morto senza guardare in faccia l'assassino di sua figlia. Ieri il suo cuore ha cessato di battere. A novembre scorso era stato colpito da un infarto dal quale non ha più ripreso conoscenza. 

La notizia ha sconvolto la Ciociaria e l'Italia intera. In tanti avevano seguito la sua battaglia per la verità, anche da quando il caso era approdato nella trasmissione di Italia Uno, "Le Iene". 

Domani sarà un giorno cupo per le comunità di Arce e Rocca d'Arce, dove vive la sorella di Gugliemo, Consuelo. Ma sarà il giorno del dolore anche per tutti coloro che in questi 19 anni hanno chiesto giustizia al fianco di papà Guglielmo.

di: La Redazione

L'appellativo più usato per lui è stato quello di "padre coraggio". E nella sua vita di coraggio Guglielmo Mollicone ne ha avuto davvero tanto, prima affrontando la morte della giovane moglie quando la figlia Serena aveva appena sei anni, poi combattendo come un leone per comprendere chi e perché diciannove anni fa gli tolse anche la figliola.

E ne ha avuto anche in questi mesi, da quando la notte tra il 26 e il 27 novembre scorsi fu colpito da un grave infarto del miocardio. Anche dal letto dell'ospedale ha lottato con tutte le sue forze. Prima in quello della terapia intensiva dello Spaziani di Frosinone dove fu ricoverato d'urgenza dopo l'infarto, poi nella clinica Città Bianca di Veroli dov'era stato trasferito quando le sue condizioni si erano stabilizzate.

Ieri pomeriggio, però, Guglielmo si è arreso.
"Papà coraggio" è morto a diciannove anni esatti dalla scomparsa di Serena, il primo giugno del 2001. Da quel devastante infarto non ha più ripreso conoscenza.
Ed è morto senza poter avere giustizia per l'omicidio di sua figlia, la cosa a cui teneva di più e per la quale ha speso tanti anni e tante energie.

Il processo per il delitto di Serena, infatti, non si è ancora concluso. Avrebbe voluto vivere almeno fino alla sentenza per guardare in faccia l'assassino della sua adorata figlia. Ma non ce l'ha fatta. Ieri il suo cuore ha cessato di battere. La notizia è giunta in paese come un fulmine a ciel sereno.

Nonostante le sue condizioni permanessero gravi, nessuno si aspettava un finale così triste e doloroso.
Arce è in lutto, così anche Rocca d'Arce dove vive la sorella di Gugliemo, Consuelo. Si è ora in attesa che venga fissato il funerale.

Intanto l'amministrazione comunale sta valutando la possibilità di proclamare il lutto cittadino. In paese si respira un'aria cupa, proprio come quella che accompagnò diciannove anni fa la scomparsa di Serena e il ritrovamento del suo cadavere.

di: Paolo Romano