Si chiama "area grigia" ed è la zona di degenza dei pazienti sospetti Covid-19. Persone negative al tampone e con sintomi sfumati, ma che poi, dopo una Tac, rivelano polmoniti interstiziali del tutto analoghe a quelle dei malati di Coronavirus.

A cosa è dovuta questa situazione? Fabrizio Cristofari, presidente dell'ordine dei medici della provincia di Frosinone, è il responsabile del Pronto Soccorso ma anche della Medicina d'urgenza Covid.
L'area "grigia" insomma.

Spiega: «È un fenomeno che c'è sempre stato, dall'inizio della pandemia. Intanto non tutte le polmoniti interstiziali sono legate al Coronavirus, ma in questo periodo fanno scattare un allarme. Si tratta di un fenomeno perfettamente sotto controllo. Non si tratta di un "popolo" che sfugge alle classifiche. I motivi possono essere diversi. Intanto gli specialisti stanno cercando il virus più in profondità, trovandolo spesso nel liquido del lavaggio broncoalveolare. Vuol dire che il virus è sceso e che quindi il tampone rinofaringeo potrebbe non rilevarlo. Ma può dipendere anche dalla carica virale: se è bassa, il tampone non lo individua subito.
Queste persone vengono tenute in osservazioni e sottoposte diverse volte al tampone».

Intanto i guariti in provincia di Frosinone sono 510 su 671 contagiati. Il 76%. In isolamento domiciliare sono rimaste 71 persone.