La voglia di uscire è tanta, il desiderio di tornare alla normalità si fa spazio tra le più grandi paure e tra i timori di eventuali contagi. I giovani, si sa, sono per indole più sprezzanti dei pericoli, in particolare quando questi non sono visibili e tangibili, come il coronavirus.

Sabato sera la città si è popolata, non come qualche mese fa, ma erano tanti i gruppi di ragazzi a spasso.
La maggior parte dei giovani ha rispettato le regole, indossando mascherine e cercando di camminare distanziati. Ma qualcuno ha invece pensato che questo sabato di fine giugno sarebbe potuto trascorrere come un qualsiasi sabato di quattro mesi fa, anzi, anche in modo peggiore.

I residenti hanno segnalato anche numerosi episodi di maleducazione, un litigio animato in piazza e bande di ragazzini intenti a lasciare ricordini sotto portoni e finestre.

«Pensare che per alcuni il dannoso problema fosse ormai da tempo risolto con la tanto acclamata integrazione decennale ma, nel giro di 2 ore, in un sabato sera post quarantena, ho avuto modo di assistere ad episodi socialmente interessanti: appena dopo la mezzanotte, nella piazza salotto/ring, come da tradizione estiva è cominciata una mezza rissa nella quale 4 o 5 persone si sono date un paio di cazzotti (senza mascherine, manco quella di tiger man) e dopo la quale, un bravo ragazzo intento a calmare gli animi ha ricevuto un cazzotto da dietro, in pieno volto da parte di un vigliacco appena arrivato (nemmeno presente al primo scontro), e subito dileguatosi quasi come fosse un lavoro il suo! Poco più tardi, dalla finestra di casa ho visto per almeno 10 minuti, 6 ragazzi intenti a urinare in strada (nemmeno al muro) lanciando in aria e contro il teatro Manzoni bottiglie di birra allegramente» ha scritto un residente affidando la sua frustrazione ai social.

E la città si trova ancora una volta spaccata tra chi difende la movida, quella sana, e chi invece punta il dito contro orde di ragazzini maleducati e irrispettosi pre, durante e post quarantena.