Ritrovato nella Sala colloqui del carcere un micro telefono cellulare destinato ad uno dei detenuti del carcere di Cassino.

A darne notizia è Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: "Un plauso agli uomini della polizia penitenziaria di Cassino che, nonostante la cronica carenza di personale, non rinunciano al controllo e alla repressione di condotte messe in atto dai detenuti. L'apparecchio, di dimensioni minime, non è sfuggito all'attenzione ed alla professionalità del personale di polizia penitenziaria del carcere di Cassino.
Al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria chiediamo interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai Reparti di Polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l'indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani", ha aggiunto il leader laziale del SAPPE.

"Il rinvenimento è avvenuto - spiega Donato Capece, Segretario Generale del SAPPE - grazie all'attenzione, allo scrupolo e alla professionalità di Personale di Polizia Penitenziaria in servizio. Sulla questione relativa all'utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo.
Si pensi che, dall'inizio dell'anno, sono stati trovati nelle varie carceri d'Italia oltre 1.600 telefonini!".

Anche per questo il SAPPE chiede ai vertici ministeriali un netto "cambio di passo" nelle attività di contrasto all'indebito possesso ed uso di telefoni cellulari e droga in carcere "a tutela di coloro che in prima linea delle sezioni detentive del carcere di Cassino rappresentano lo Stato, ossia gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria".