Osteria della Fontana si mobilita: basta con le false promesse! La popolosa zona, il cuore economico del territorio anagnino oltre che naturale ombelico geografico (esattamente a metà dei 10 chilometri di Casilina, dal 58 al 68), è stanca di aspettare.
Con la ripresa del traffico veicolare, i problemi che attanagliano la laboriosa contrada sono tornati con prepotenza alla ribalta. La via Casilina, con lo scaricabarile tra enti (Astral, Anas, Provincia, Comune …), è un pericolo evidente e costante: voragini, avvallamenti, mancanza di segnaletica, code chilometriche dovute alla disorganizzazione gestionale.

Per non parlare dell'inquinamento atmosferico, con i picchi di sforamento ad ogni ora del giorno.
La zona, nata grazie alla generosità e profondità di vedute di storici commercianti ed industriali (Quattrocchi, Bonollo, Salvi) ispirati da Padre Evaristo, e cresciuta commercialmente grazie all'audacia urbanistica degli amministratori di inizio millenni. E attende da anni nuove realizzazioni, vanificate dalla lentezza, se non addirittura inerzia, di Palazzo d'Iseo. Sulla scrivania di alcuni dirigenti giacciono pratiche inevase che, se prese in considerazione, avrebbero visto la realizzazione di opere progettate da imprenditori che, ope legis ma anche per spirito di campanile, hanno previsto importanti opere compensative.

Le ultime importanti opere pubbliche risalgono alle amministrazioni di centrosinistra ante Fiorito. Qualche politico attuale, eletto con i voti dei contradaioli, sporadicamente fa capolino annunciando novità, salvo poi tornare a nascondersi senza neppure scusarsi. Serenella Poggi (commerciante e commercialista) e Federica Ferretti (edicolante ed altro), entrambe di Osteria, hanno deciso che adesso basta. Protagoniste di iniziative coinvolgenti, hanno ripreso i contatti con i residenti nonostante le difficoltà del momento, e promettono iniziative eclatanti. Insomma as quanto pare dopo l'emergenza a Osteria si torna alla triste normalità.