Nuovo esposto per le coltivazioni in via Spineto. Forte l'ombra del pericolo legato alla raccolta del fieno sui campi off-limits. Sui campi interessati dalle cosiddette acque rosse vige ancora l'ordinanza del sindaco Angelosanto dello scorso 20 agosto che di fatto impedisce «la coltivazione, il pascolo e l'emungimento di acque nella zona interessata, in località Spineto».

Un provvedimento preso in via cautelativa, per la tutela della salute pubblica. Il problema delle acque rosse in località Spineto, a cavallo tra i territori di Cassino e Sant'Elia, non è cosa nuova. Sulla questione, balzata agli onori delle cronache grazie all'attività degli ambientalisti, sono state aperte mirate indagini per far luce sulla possibilità che quella colorazione anomala non fosse legata alla composizione del terreno bensì a un illecito smaltimento che ha intaccato le falde acquifere. Questa volta a lanciare l'allarme è stato Edoardo Grossi dell'Ansmi che martedì scorso ha segnalato attraverso un esposto ai carabinieri forestali la presenza di fieno tagliato, pronto per essere raccolto ed essere dato in pasto agli animali o lavorato.

Nell'esposto vengono chiesti «opportuni accertamenti, valutando gli eventuali profili d'illiceità penale degli stessi ed eventualmente il sequestro del terreno o del prodotto agricolo, per la tutela della salute pubblica; individuare i possibili soggetti responsabili affinché si possa procedere nei loro confronti». Intanto anche il sindaco Angelosanto, a seguito della segnalazione, ha provveduto a sollecitare l'intervento delle forze dell'ordine per verificare lo stato dei fatti e accertare che il fieno non fosse racconto.