A dieci giorni dalla ripresa parrucchieri ed estetiste provano a tirare le somme e, per qualcuno, purtroppo, i conti non tornano. Federica Comparone, imprenditrice del settore della cosmetica e dell'estetica spiega: «Sono tornate più o meno tutte le clienti. La cabina sta lavorando molto, questo significa che al primo posto sono stati messi gli appuntamenti come cerette, pulizie del viso, laser: il "basic" per tornare ad essere donne - ironizza Comparone - Qualcuna ha provato a fare da sola a casa, ma una buona pulizia del viso o una ceretta eseguita correttamente è tutta un'altra cosa». Un po' la necessità di ritrovarsi, un po' il desiderio di rilassarsi, le donne hanno risposto all'appello.

«Per quanto riguarda invece le mani e la nail art alcune clienti non sono tornate - spiega Comparone - credo sia più dovuto alle difficoltà economiche nate a seguito della pandemia. Qualche ragazza ha perso il lavoro, altre hanno avuto spese improvvise. Le donne più adulte che hanno un lavoro fisso, che hanno più sicurezza economica sono tornate. Per gli appuntamenti hanno chiamato ma una buona parte ha preferito prenotare con calma, nei rossi dieci-venti giorni. Va bene, anche perchè adesso ci sono delle tempistiche diverse, è necessario areare, disinfettare le postazioni, i sedili. Molte attenzioni le avevamo già prima, erano di prassi, adesso seguiamo indicazioni più precise per la nostra tutela e quella delle nostre clienti. Se prima gestivamo sei appuntamenti al giorno per le mani, adesso siamo sui quattro, niente di disastroso».
Per i parrucchieri la situazione è lievemente diversa, sono stati tantissimi i clienti che durante il lockdown hanno usufruito dei servizi di parenti, amici, cugini, conoscenti: in quarantena il fenomeno dell'abusivismo è stato dilagante.

Per i professionisti di Macramè, che ha diversi centri a Cassino e in provincia, la vita lavorativa è ripresa quasi normalmente: «Abbiamo ricominciato a lavorare con tanta voglia di fare e di rivedere i nostri clienti. Sono tornati e siamo felici. Ma la situazione è totalmente cambiata, è inutile negare che ci siano delle difficoltà tecniche a causa dei dispositivi che è necessario utilizzare. Mascherine, guanti... fare una messa in piega con i guanti non è agevole. Ma ci stiamo abituando e tutto procede. Ci sono stati clienti che sono tornati dopo pessime esperienze fai da te, qualche "parrucchiere" improvvisato ha lasciato il segno. Il lavoro a nero è una piaga, lo è sempre stato e il lockdown ha peggiorato la situazione. Inoltre, se prima a regime avevamo circa una quarantina di appuntamenti al giorno, adesso sono più o meno dimezzati, bisogna rispettare le regole».
Molto più negativa Chiara Calcagni, Fashion barber:

«Donne e uomini sono due clientele differenti. Gli uomini in questi mesi hanno fatto da soli e molti si sono serviti di persone e amici che sono andati a casa per pochi euro. Pagheremo questo fenomeno, lo stiamo già pagando. I primi giorni ho avuto numerosi appuntamenti, ma già dopo 4 o 5 giorni il calo è stato notevole. Venerdì addirittura avevo solo sei appuntamenti e due non si sono presentati senza neanche avvisare. Perchè adesso c'è anche questo aspetto, essendo necessaria la prenotazione non c'è il cliente dell'ultimo minuto o quello di passaggio così, per come dobbiamo organizzarci, se un prenotato non viene salta la fascia temporale a lui dedicata. Non ci resta che aspettare e vedere come andrà il mese, per gli uomini è comunque diverso, ci sono quelli che hanno "bisogno" di tagli particolari che non si possono fare da autodidatta, un ciuffo, una barba. Loro sono lo zoccolo duro, per altri basta una macchinetta. Spero che nelle prossime settimane le cose migliorino.

Alcune persone che mi hanno contattato questa settimana non avevano chiamato prima perché pensavano non ci fosse posto. Per chi si occupa di donne è diverso, intanto per le clienti fidate durante il periodo di chiusura molti parrucchieri hanno preparato il pacchetto colore, è un rapporto fiduciario. Quasi tutte sono tornate. Ho dei colleghi che nella prima settimana di apertura hanno incassato quanto solitamente incassano nella settimana di Natale. Non ci resta che aspettare e tracciare un bilancio dopo il primo mese».
La ripartenza, quindi, è stata difficile, condita da paure e incertezze, molti hanno avuto conferme, altri delusioni. Resta l'incognita per il futuro e le difficoltà che l'estate porterà per chi non ha adeguato i condizionatori. Ma non sono poche le idee e le alternative a cui i professionisti del settore stanno pesando. Un punto fisso accomuna tutti: servono controlli per arginare il lavoro a nero e per permettere a chi è in regola e rispetta le disposizioni di poter lavorare.