Stallo alla messicana per il mercato di Veroli. L'amministrazione aveva manifestato già la scorsa settimana la volontà irremovibile di lasciare il mercato stanziato in due location differenti. In pieno centro, i prodotti ortofrutticoli, di carattere alimentare e vivaistico, lungo Passeggiata San Giuseppe spazio per tutti gli altri ambulanti. La scelta era stata dettata dalle necessità di rispettare completamente le disposizioni ministeriali in materia di sicurezza e distanziamento sociale.

I commercianti, in disaccordo con la misura adottata, avevano però scelto, martedì scorso, di serrare le fila e non svolgere regolarmente la loro attività poiché privati del settore traino delle vendite quale quello alimentare. Ieri uno scenario simile. In piazza pochi esercenti, mentre lungo Passeggiata San Giuseppe, ad eccezione di alcuni operatori che hanno deciso di allestire ugualmente i propri banchi, molti altri hanno sostato a camion chiusi in segno di protesta. Da qui è ripartita la polemica, affatto smorzata dal disappunto dei commercianti. A fare da portavoce ai mal di pancia, Gianluca Palcone vice presidente provinciale dell'associazione nazionale ANA.

«La richiesta è che il mercato torni con tutti i banchi lungo Passeggiata San Giuseppe. Gli ambulanti che oggi sono nel centro storico vogliono riprendere le vecchie postazioni. L'amministrazione non sta prendendo in considerazione le necessità che abbiamo manifestato. Il mercato è vuoto, ci sono pochissime persone e l'affluenza è sempre più bassa». Gli fanno eco i commenti degli stessi esercenti. «Sono tre mesi che siamo letteralmente fermi: questo è un problema reale. Se continuiamo così non possiamo far altro che riconsegnare le licenze.

Non siamo gli unici ad essere in disaccordo con questa opzione, le lamentele arrivano anche dagli acquirenti che trovano un mercato impoverito. Lungo la passeggiata c'è tanto spazio a disposizione, sarebbe possibile mantenere le distanza di sicurezza dal momento che è una strada lineare. Scegliere di non aprire i banchi non è stata una scelta facile, abbiamo bisogno di lavorare ma anche di poterlo fare con un discreto numero di possibili clienti».