In attesa che il commissario Arcuri lanci la App "Immuni", Fca si è già organizzata internamente con una sua App di tracciamento. Nella giornata di martedì l'azienda ha siglato l'intesa con i sindacati e a partire dal mese di giugno l'applicazione dovrebbe essere attiva. Si chiama "Fca Restart" e nella sostanza dei fatti è un questionario con una serie di domande che ogni lavoratore deve compilare prima di entrare in fabbrica. Dopo aver risposto, se non ci sono problemi comparirà il bollino verde e quindi l'ok ad entrare in fabbrica.

Altrimenti la scritta sarà la seguente: «Attenzione! Oggi non venire al lavoro. Informa il tuo responsabile e il tuo medico curante». Per i lavoratori dello stabilimento Fca di Cassino comunque ci sarà tempo per usare la App: fino al 30 giugno, salvo diverse comunicazioni che potranno arrivare nei prossimi giorni, non sono infatti previsti giorni di lavoro. In ogni caso la App è volontario e non obbligatoria. Nell'intesa che Fca ha sottoscritto con Fim, Uilm, Fismi, Uglm, Fiom e Aqcfr si legge: «L'App sarà utilizzata dai lavoratori su base volontaria e naturalmente non costituirà in alcun modo strumento di monitoraggio della prestazione lavorativa. In prosieguo confidiamo che l'App potrà offrire ulteriori funzionalità. frutto del confronto fra organizzazioni sindacali e azienda, utili ad aiutare i lavoratori ad evitare rischi sul luogo di lavoro».

Comitati nell'indotto
Novità nel settore automotive riguardano anche l'indotto. Nei giorni scorsi Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Unionmeccanica hanno sottoscritto il primo avviso comune del settore industriale che costituisce i comitati territoriali, organismi particolarmente necessari e importanti per mettere in sicurezza i lavoratori delle piccole e medie imprese (Pmi) dal rischio Covid-19.
«I contesti delle piccole aziende sono, infatti, quelli più a rischio contagio e dove, a causa dell'eccessiva parcellizzazione e della mancanza di rappresentanti sindacali e per la sicurezza, si riscontrano maggiori difficoltà sia per la costituzione dei comitati aziendali che per la definizione di specifici protocolli anti-contagio. Per noi la "Fase 2" - spiegano i sindacati - deve essere caratterizzata dalla messa in sicurezza di tutti i luoghi di lavoro; non si possono fare distinzioni di carattere dimensionale. Tutti i lavoratori, nessuno escluso, devono essere tutelati dalle misure anti-Covid definite dal protocollo del 14 marzo, integrato da quello del 24 aprile 2020. I comitati territoriali saranno composti dall'organismo paritetico con il coinvolgimento degli Rls. L'Avviso Comune e i comitati territoriali danno una spinta importate all'azione di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, a partire dalle piccole e medie imprese, con uno spirito di collaborazione e partecipazione coinvolgendo tutti i soggetti responsabili sulla prevenzione e sicurezza, a partire dai rappresentanti della sicurezza territoriali».

Ancora senza cassa
Intanto, in attesa di tornare in fabbrica, molti lavoratori dell'indotto (ma non solo) attendono ancora di ricevere la cassa integrazione. Ad accendere nuovamente i riflettori sul tema è la Uilm che in una nota stampa a firma del segretario Giangrande sottolinea: «Le lavoratrici e i lavoratori continuano ad attendere, oggi 26 maggio, il pagamento della Cigo del mese di marzo e del mese di aprile, da parte dell'Inps di Cassino. Dopo le smentite da parte dell'Inps nella persona del direttore provinciale, nonché dopo le sue dichiarazioni in merito che "le richieste Cigo pervenute al 12 maggio 2020 erano pagabili dal 17 maggio", ad oggi ancora non sono pervenuti i pagamenti "dichiarati", ma continua solo la polemica nei confronti della nostra organizzazione».