Il concetto è questo: se il datore di lavoro applica le prescrizioni del protocollo del 24 aprile richiamato nel decreto legge riaperture del 16 maggio, è esonerato da qualunque tipo di responsabilità in caso di contagio da Covid di un dipendente. In ogni caso però il dipendente è tutelato sul versante dell'indennizzabilità assicurativa legata all'infortunio. La disposizione è contenuta in un emendamento bipartisan al Decreto Rilancio, annunciato dalla ministra Nunzia Catalfo.

Fra i sottoscrittori ci sono l'onorevole Claudio Durigon (Lega) e Maurizio Lupi (Gruppo Misto). Con una nota del 15 maggio scorso l'Inail era intervenuto per rassicurare i datori di lavoro, facendo passare questo concetto: il datore di lavoro risponde penalmente e civilmente delle infezioni di origine professionale solo se viene accertata la propria responsabilità per dolo o per colpa. L'emendamento rappresenta il risultato di un confronto che ha visto protagonista Confindustria.

In particolare il vicepresidente Maurizio Stirpe, che ha le deleghe al lavoro e alle relazioni industriali. Fra l'altro Maurizio Stirpe aveva detto a Ciociaria Oggi: «Il contagio non è infortunio sul lavoro. Senza parlare di "scudi", è indipensabile provare che il datore di lavoro non abbia ottemperato ai protocolli di sicurezza, decisi dal Governo in accordo con i sindacati, per potergli attribuire una qualsiasi responsabilità. È ovvio, comunque, che chi risultasse inadempiente va sanzionato. Non capisco perché l'imprenditore debba essere considerato oggettivamente responsabile di un eventuale contagio sul luogo di lavoro a livello civile e penale».

Inoltre, in un'intervista aI Sole 24 Ore, sempre Stirpe aveva rilevato: «Serve un provvedimento legislativo, per dare ancora maggiori certezze agli imprenditori su doveri e responsabilità. In questo momento così difficile occorre eliminare tutto ciò che può creare ansietà agli imprenditori e lavorare su interventi che li spingano a tenere duro e guardare avanti. Nella fase emergenziale e per le attività più strettamente esposte alla possibilità di contagio, è comprensibile che il Covid-19 possa essere considerato infortunio sul lavoro, poiché c'erano rischi specifici più facilmente individuabili. Ma ora diventa molto più difficile determinare dove e quando le persone possano essere contagiate». Ora si attende la conversione in legge del Decreto e quindi dell'emendamento. Sul quale c'è in calce la firma di Confindustria e di Maurizio Stirpe.