I positivi ai test sierologici ai sanitari sono 30 su 2.650 esami effettuati finora. Ma nessuno di loro è risultato positivo anche al tampone rinofaringeo. Vuol dire che hanno sviluppato gli anticorpi ma non sono contagiosi.

In sostanza hanno già passato la malattia da tempo, molti perfino da asintomatici. Le cifre sono comprensive degli 800 test sierologici "processati" al San Camillo per una mancanza temporanea dei reagenti nei giorni scorsi.

In ogni caso, 30 positivi all'indagine di sieroprevalenza su 2.650 vuol dire 1,13%. Gli anticorpi sintetizzati a seguito dell'infezione sono di tre tipi. Si parte dalle immunoglobuline di tipo M (IgM): sono gli anticorpi prodotti nella fase iniziale della malattia. La positività per le IgM individua quindi un'infezione recente.
Quindi ci sono le immunoglobuline di tipo G (IgG): sono gli anticorpi prodotti in una fase più tardiva, definiti anche anticorpi della memoria, perché destinati normalmente a garantire l'immunità nel tempo.
Le IgG sono fondamentali perché individuano anche le persone che hanno superato il Coronavirus da asintomatiche o da paucisintomatiche.

Infine le immunoglobuline di tipo A (IgA): alcuni test valutano pure l'eventuale presenza delle IgA, che sono gli anticorpi presenti sulla superficie delle mucose dell'apparato respiratorio.

Il 28 maggio inizieranno i test sierologici anche peri donatori di sangue. In provincia sono circa 7.000. Chi è un donatore abituale di sangue potrà effettuare gratuitamente il test sierologico. C'è poi un altro dato che spesso passa inosservato, quello delle persone attenzionate dalla Asl globalmente. Non solo cioè quelle positive al Covid, ma pure i negativi rientranti nei "link"dei contatti. Il numero attuale è di 146. Nei giorni del massimo impatto di era arrivati a quota 3.000.