La pandemia ha colpito di più loro, i bambini, che hanno visto da un giorno all'altro andare in frantumi una quotidianità fatta di gioco, scuola, compagni di classe, attività pomeridiane, terapie e incontri con professionisti, feste di compleanno, svago all'aria aperta. Nei vari step sono stati tutelati cagnolini da portare a spasso, adulti che, ovviamente, avevano esigenze lavorative. I bambini sono arrivati in coda. Ora, che finalmente sono potuti tornare a vivere i parchi e a godere delle aree verdi della città, molti di loro devono essere trascinati in lacrime lontano dalle zone dei giochi.

Nastri bianchi e rossi impediscono l'utilizzo di scivoli, altalene, dondoli. Una misura necessaria per la tutela della salute pubblica dei piccoli e degli adulti, in particolare dei nonni che finalmente i bimbi stanno frequentando di nuovo. «È molto difficile - spiega Annamaria, madre di Manuel -, era molto felice di tornare al parco e quando gli abbiamo detto che non avrebbe potuto usare i giochi e le attrezzature mi ha chiesto cosa avrebbe potuto fare. Cerchiamo di tenerlo lontano anche dagli altri bambini. L'unica cosa che possono fare è giocare con una palla, ben distanziati.
Si sono "accontentati", sono felici di poter correre, anche se tornano continuamente davanti allo scivolo».

Anche l'uso delle mascherine sembra poco compatibile con le attività dei bimbi, per alcuni un fastidio insopportabile, così i dispositivi colorati e con i disegni dei super eroi volano e finiscono nei prati e nelle borse delle mamme. Ancora tanti i sacrifici per i piccoli.