Tre giorni di lavoro durante la settimana appena trascorsa, ora i cancelli della Fca tornano a chiudersi.
Uno stop lungo più di un mese. Fino al 14 giugno l'azienda usufruirà della cassa integrazione in deroga concessa dal Governo (la cosiddetta cassa Covid) dopodiché dal 15 al 30 giugno scatterà la cassa integrazione ordinaria che potrebbe continuare anche nel mese di luglio se non ci sarà un'inversione di tendenza nelle immatricolazioni: ad oggi le vendite Alfa registrano una flessione di oltre il 90%.

I sindacati hanno intanto avuto un incontro con l'azienda per pianificare la messa in sicurezza quando ci sarà il rientro dei lavoratori. Nei giorni scorsi si è svolto l'incontro tra la direzione Fca e gli Rls, il comitato Rsa istituito per l'emergenza Covid e il medico competente. L'ordine del giorno è stata la discussione sulle modifiche effettuate per il rientro in fabbrica delle lavoratrici e dei lavoratori.

Questo comitato ha potuto constatare come le misure suggerite siano state messe in atto e come abbiano portato nuove proposte atte a migliorare le condizioni di lavoro all'interno dei luoghi produttivi e di tutto il plant.
Sono state illustrate tutte le opere di sanificazione dei locali dei vari fabbricati: dalle linee di produzione, ai bagni, dalle mense alle aree relax.

Tutto ciò avverrà attraverso cicli di sanificazione certificati e cicli di pulizia quotidiani, precisando, inoltre, che i condotti di areazione dei fabbricati (sia quelli adibiti alla climatizzazione di raffrescamento, sia quelli per il ricircolo dell'aria) sono stati trattati con il medesimo procedimento garantendone così l'utilizzo.
Sono state inoltre discusse le modalità di accesso ai bagni e il loro stesso funzionamento. Dove segnalato malfunzionamento o errate procedure, a seguito delle nostre segnalazioni, l'azienda si farà carico di provvedere e apportare le opportune modifiche.

Nelle prossime riunioni  - comunicano i sindacati agli operai - si discuteranno anche le criticità di cui di volta in volta verremo a conoscenza dai lavoratori e per le quali restiamo a completa disposizione.

Due questioni chiave
Intanto a tenere banco in casa Fca sono due importanti questioni: la fusione con Psa e il prestito richiesto con le garanzie statali che sta dividendo il mondo politico.
Si tratta di due importanti questioni che inevitabilmente avranno ripercussioni anche sullo stabilimento di Cassino. Sul territorio non si registrano particolari prese di posizione, mentre delle due questioni torna a parlare con un certo ottimismo l'amministratore delegato Elkann.

Spiega il leader del Gruppo: «I lavori per il progetto di fusione tra Fca e Psa stanno proseguendo secondo i piani e nei tempi previsti. La ragione strategica di questa combinazione delle due società e dei loro dipendenti è più forte che mai». È quanto ha spiegato il presidente di Exor, John Elkann, agli azionisti della holding in occasione dell'assemblea».

Parlando della situazione in cui si trova il comparto automobilistico, Elkann ha rimarcato che «l'emergenza Covid non ha certo reso le cose più facili per l'industria dell'auto. Ma forse ne ha reso alcune più chiare.
Siamo all'inizio di una nuova era di innovazione in questo settore, dovuto alla tripla rivoluzione dell'auto connessa, pulita e autonoma: le imprese e i paesi che agiranno con più decisione oggi per cogliere le opportunità di questa rivoluzione saranno quelle che avranno successo».

Sul prestito chiesto da Fca Italy a Intesa Sanpaolo con garanzia di Sace, Elkann ha spiegato durante una call con gli analisti a seguito dell'assemblea: «Abbiamo fatto un comunicato stampa molto chiaro. È disegnato per aiutare il settore automotive in Italia. Intesa Sanpaolo ci sta lavorando. Ci sono colloqui in corso, porta benefici al settore ed è coerente con quanto sta accadendo in altri Paesi europei dove c'è una forte presenza del settore auto. E a proposito del dividendo straordinario da 5,5 miliardi previsto dall'intesa per la fusione ha detto: «I termini dell'accordo con Psa sono scritti nella pietra e vincolati».