Ceccano, zona commerciale a ridosso del quartiere Giacomo Di Vittorio. Una soleggiata giornata a qualche giorno dalla fine del lockdown.  Una di quelle giornate in cui tutto ci si può aspettare fuorché di trovare un cadavere messo a testa in giù in un carrello del supermercato, abbandonato in un piazzale privato a ridosso di via Di Vittorio, una strada del centro cittadino a servizio di uno dei quartieri più popolosi.

Dentro il carrello, si apprenderà molte ore dopo la scoperta del cadavere, c'è Marcello Pisa, tossicodipendente cinquantaduenne di Vallecorsa.
Nel viavai di gente intenta a fare la spesa nel supermercato o ad affannarsi per arrivare in orario agli appuntamenti prenotati nei centri medici del quartiere, nessuno aveva notato quel carrello con sopra una coperta ricamata color panna. Nessuno se non, verso le 11.45, due tecnici del centro di radiologia Radvision, Sara Fabrizi e Lorenzo Masi.

Erano fuori dal centro medico quando hanno casualmente visto quel carrello abbandonato nel piazzale lì vicino. Hanno visto gocciolare del sangue e notato dei capelli che uscivano da sotto la coperta.
I due professionisti hanno immediatamente realizzato che ci fosse qualcosa fuori dall'ordinario e così, senza toccare nulla, hanno allertato le forze dell'ordine.
Sono subito arrivati gli agenti della polizia municipale a transennare la scena del "crimine". Con loro i carabinieri dalla stazione di Ceccano, quelli del Norm della Compagnia di Frosinone e del nucleo investigativo.

Alla frenetica attività investigativa, al di là del nastro rosso e bianco, si è contrapposta la curiosità delle molte persone che si sono improvvisamente ritrovate dall'incombenza di passare le buste della spesa dai carrelli ai portabagagli delle loro auto, a essere testimoni diretti del ritrovamento di un cadavere.
Stupore, shock e il rimbalzare da un orecchio all'altro di una serie di ipotesi su chi fosse il cadavere e su come si fosse trovato lì.

E, prima che arrivassero gli uomini della scientifica con le loro tute bianche per raccogliere gli indizi utili alle indagini per ricostruire il puzzle del fitto giallo, era circolata la voce che il cadavere fosse quello di una donna. E poi una ridda di ipotesi, tra cui, le più quotate, un femminicidio all'interno di mura domestiche commesso da qualche marito o compagno uscito fuori di testa per la lunga quarantena o una tossicodipendente morta per overdose. Un susseguirsi di notizie alimentate anche dai social che, intanto, avevano rimbalzato lo "scoop" da un profilo all'altro con ricostruzioni per lo più di fantasia.

Nel frattempo sul posto era giunto anche il medico legale e il sostituto procuratore Samuel Amari.
Solo con il passare delle ore si è compreso che si trattasse di un uomo, all'inizio irriconoscibile viste le condizioni del volto fortemente tumefatto. L'uomo, che poi è stato identificato come Marcello Pisa, 52 anni di Vallecorsa, era compresso dentro il carrello.
Alle forze dell'ordine si è presentata davanti agli occhi una scena da brividi. Prono, testa in giù, bacino in alto, arti infilati tra le strisce metalliche del carrello.
La posizione fa supporre che qualcuno, o più di qualcuno, lo abbia occultato prima che sopraggiungesse il rigor mortis. Sembrerebbe anche che sul corpo del cinquantaduenne non vi fossero segni evidenti di violenza.

La scena è stata nascosta alla morbosità dei curiosi dai teli sostenuti dagli stessi uomini delle forze dell'ordine.
Intorno alle 15.30 è giunto il furgone dell'agenzia funebre che ha caricato il cadavere per portarlo all'obitorio dello Spaziani di Frosinone, dove la Scientifica ha provveduto a compiere altri esami.
Il magistrato, nel pomeriggio di ieri, ha affidato al medico legale l'incarico per l'esame autoptico che dovrebbe avere luogo questa mattina intorno alle 9.30.

Sembra, anche, siano state acquisite le immagini di alcune telecamere presenti nella zona. Le prossime ore saranno decisive per risolvere il giallo del ritrovamento e della morte di Marcello Pisa.