Beneficenza a piene mani, con volontari a ogni "periferia" dell'umano. È il viaggio verso la speranza ingaggiato da tanti che hanno teso non una ma due mani verso le famiglie in difficoltà. Ma c'è stato chi, quelle stesse mani le ha utilizzare diversamente.
Una per prestare soldi e un'altra per riceverli indietro con tassi usurai. È il dramma che si è consumato a Cassino e che è finito in un messaggio pronunciato al termine della messa all'aperto di ieri pomeriggio in piazza Diamare. A introdurre don Francesco è stato il sacerdote di Sant'Antonio di Padova, don Benedetto Minchella. Sul finire della celebrazione all'aperto ha chiesto un momento di ascolto attento: «Alla domanda fatta "ma voi in chiesa senza che fedeli che avete fatto in due mesi e mezzo?" Ecco, la risposta ve la darà adesso Francesco». E dal pulpito si sono ascoltare queste parole: «Innanzitutto è bello rivederci. Sono passati più di due mesi da quanto lanostra parrocchia,anzi le chiese di tutta Italia, hanno dovuto chiudere le porte per tutelare la salute pubblica.
Ma ciò che è rimasto sempre aperto è stato il cuore della nostra comunità. Il cuore di tutta la Chiesa: la Caritas. In queste due mesi sono triplicate le famiglie del nostro territorio cittadini che hanno bussato alle porte della nostra parrocchia, è stato bello accogliere e ascoltare le persone, ognuno con la propria storia. E, nello stesso tempo, è stato triste asciugare le lacrime di mamme e papà che chiedevano pane. È stato triste e credo che lo sarà ancora per tanto tempo, però questa sera devo rivolgere un grande grazie a quanti hanno aperto il cuore e hanno donato il necessario per i fratelli: che Dio vi ricompensi.

"Appello" agli usurai
Nello stesso tempo voglio fare un appello alle coscienze di quelle persone che stanno usando questo momento di fragilità economica per imporre tassi di usura a coloro che si sentono in un vicolo cieco e hanno bisogno di denaro: come San Giovanni Paolo II urlò in un famoso discorso contro la mafia: oggi la chiesa vi ricorda che un giorno verrà il giudizio di Dio e non troverà misericordia chi non ha usato misericordia.
Vogliamo anche pregare per chi ha perso il lavoro e per i commercianti che hanno iniziato la loro attività tra paure e incertezze: torniamo a prendere il caffè nei nostri bar usuali, acquistiamo generi alimentari e beni di uso quotidiano nei nostri negozi cittadini. Torniamo a contagiarci, non del virus, ma di solidarietà reciproca, soprattutto pregando gli uni per gli altri. Oggi per noi è come Pasqua, il giorno del passaggio dalla paure che ci ha costretto alla chiusura, al coraggio dell'apertura a Dio e ai fratelli. Al termine della celebrazione uscendo tassativamente solo dai barchi indicati troverete i membri del consiglio economico della parrocchia che saranno lieti di accogliere una vostra offerta per continuare ad assistere le famiglie in difficoltà. Così il ritorno alla dignità del quotidiano che non deve mancare a nessun fratello, proprio perché tutti siamo figli dello stesso Padre che è nei cieli». Silenzio da parte di tutti a queste parole e quell'eco, in tutto il centro, delle parole rivolte a chi sta "sfruttando" le debolezze del momento.

La lettera del Papa
Tante le preghiere dei bimbi, i disegni, inviati a papa Francesco durante la quarantena. E ieri la risposta dal Vaticano: «Papa Francesco ha apprezzato il significativo atto di omaggio e in sentimenti che lo hanno ispirato, desidera vivamente ringraziare incoraggiamento ogni bambino a far tesoro della gioiosa esperienza di fraternità vissuta insieme, e condivisa in famiglia, in serena amicizia con tutti».
E ancora, la esorto parla a don Benedetto che ha ricevuto la missiva a nomedi tutti acustodire il prezioso dono della fede dei piccoli perché con i genitori e tutta la comunità essa possa risplendere come fiamma viva che illumini, come sale che dà sapore e consistenza a tutta la vita. Egli, mentre invoca sui piccoli, sulle loro famiglie e su quanti sono affidati alle cure pastorali di ciascuno, la materna protezione della beata Vergine Maria, impartisce di cuore l'implorata benedizione apostolica, fonte di resurrezione e di viva speranza».