Sì, è vero, il parrucchiere aveva la visiera, il camice o il copriscarpe ma la gioia di sentire il profumo di... charme è stata impagabile. E quella strabordante dose di felicità ha superato l'apparente imbarazzo. È stata una sofferenza con pieghe e tinte fai da te, tra le quattro mura domestiche, perché il gusto di vedersi fashion fa parte della vita pre-lockdown e ora si nutre l'ambizione di recuperarla appieno.

Scarpe estive? Parliamone, insieme agli abiti dalle tinte variopinte e svolazzanti per dare un colpo di colore al grigiore della quarantena. E la libertà di poter entrare in un bar? Odore di cornetti appena sfornati senza voler parlare del caffè che ha nutrito le aspettative degli ossequiosi alle regole in tutte queste settimane casalinghe.

Abiti primavera-estate per i bimbi che crescono a vista d'occhio, visite specialistiche e dentisti tanto agognati nonostante le telefonate per i casi urgenti per consulti o terapie Le chiese, poi, tra bollini alle panche e messe all'aperto, hanno attirato tanti fedeli che hanno salutato le pagine facebook dove le dirette delle celebrazioni o delle preghiere hanno portato calore all'anima dei credenti. Ma dal vivo e con i sacramenti è tutta un'altra storia.

L'esosità di tutti i dispositivi per mettere in sicurezza i locali, ieri mattina, sembrava quasi trapassata o derubricata a brutto ricordo tanta era l'emozione di esserci, come alla "prima" di un'opera indimenticabile.
Tutti, al di qua e al di là, titolari e clienti, sentivano il brio della normalità anche con qualche momento di spaesamento per la lunga lista mentale di cose da fare appena si fossero abbattute le frontiere del "tutti dentro".

Certo, la parola "futuro" anche non si presenta con vesti sgargianti e la cautela è massima. Dispositivi ad ogni angolo e sorrisi sotto le mascherine, ma si leggeva dagli occhi la grande voglia di rivedersi. E, anche se in tanti ambiti si procedere per appuntamenti, la "fila" si supera grazie all'incoraggiamento che arriva da ogni strada o viuzza, animate nella giusta misura laddove ogni voce sempre melodiosa. Almeno di questi tempi.

Gli ordini on-line iniziano a ritornare nel giusto posizionamento e ovunque si cantano strofe così: "sostenete il commercio locale" o "comprate dalla nostra bella Italia", come è giusto che sia per riscoprire quel valore di comunità che tanto si è sentito nei centri durante la fase uno.

Il nemico di questa lunga battaglia non è defunto su un campo, piuttosto aleggia ancora spargendo paura.
Ma cautela e responsabilità personale faranno il grosso, in questa fase due della fase due. Altrimenti sarà tutto vano. Restiamo a quel leggero e prudente brindisi al risveglio delle città e dei paesi della Ciociaria e ai tanti "auguri" arrivati alle varie categorie da parte dei cittadini, dalle piazze reali a quelle virtuali. Per tutti, quando hanno alzato le saracinesche o aperto gli studi, la sensazione è stata un po' quella della "prima inaugurazione" dell'attività.