Un magazzino nei pressi del mattatoio di Frosinone.
Un luogo, in apparenza insospettabile, per custodire e preparare cocaina. Ma i movimenti sono stati notati dagli agenti della questura di Frosinone che prima si sono appostati per raccogliere le prove, poi hanno fatto scattare il blitz.

Nel primo giorno in cui la circolazione sul territorio regionale è tornata libera, senza più l'autocertificazione imposta dall'emergenza Covid-19, la squadra mobile di Frosinone ha messo a segno un nuovo colpo contro il mercato dello spaccio di cocaina.

Quattro le persone finite in manette: tre frusinati, Claudio Arduini, Italo Bronzetti e Alfio Pandozzi, nonché una moldava, Mirka Ala. Sono tutti finiti agli arresti domiciliari su disposizione del sostituto procuratore Rossella Ricca in attesa di comparire davanti a un giudice del tribunale di Frosinone per la convalida o la direttissima. Saranno difesi dall'avvocato Marco Maietta.

L'operazione è stata condotta dal personale della squadra mobile di Frosinone, agli ordini del questore Leonardo Biagioli e del dirigente Flavio Genovesi.
I quattro, secondo quanto ricostruito dalla questura, sono stati sorpresi all'interno del magazzino che si trova non distante dalla Casa della cultura, l'ex mattatoio.
Un luogo che, però, alla fine non è passato inosservato.
Gli agenti della squadra mobile sono passati all'azione nel corso della mattinata.

Secondo le accuse, i quattro sono stati sorpresi durante le operazioni di confezionamento delle dosi di cocaina con tanto di macchina per termosaldare le bustine. Gli investigatori durante l'attività di indagine finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, avevano cominciato a notare strani movimenti nei pressi dell'ex mattatoio.
Si sono allora insospettiti e hanno cominciato un'attività specifica per verificare quanto stava accadendo e, dunque, se i sospetti avevano un qualche fondamento.
Gli appostamenti sono durati alcuni giorni e hanno prodotto elementi giudicati utili per le indagini.

Infatti, questa attività ha portato alla luce una serie di elementi che hanno convinto gli agenti della Mobile ad effettuare una perquisizione. Così ieri in mattinata hanno deciso di fare irruzione nel magazzino.
All'interno dei locali sono state trovate quattro persone, tre uomini italiani ed una donna di origini moldave, seconde le accuse tutti intenti a confezionare cocaina in dosi pronte per essere cedute.

I poliziotti hanno proceduto al sequestro di circa 36 grammi di cocaina, suddivisi in 40 dosi, di numerose bustine per il confezionamento, una macchina termosaldatrice, contanti per 1.580 euro, un bilancino di precisione. Rinvenuti anche tre coltelli e due riproduzioni di pistole, di cui una priva del tappo rosso.

I quattro sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e detenzione abusiva di armi e sono stati posti agli arresti domiciliari.
Ora andranno compiuti una serie di accertamenti per stabilire il volume di affari del gruppo. Secondo una prima stima le dosi erano vendute a 60 euro l'una.
Accertamenti anche sulle due pistole, che potevano benissimo essere confuse con delle armi vere, per capire a cosa potevano servire e se, eventualmente, sono già state utilizzate in altre occasioni.