La solidarietà oltrepassa anche i muri del carcere. Questo il forte messaggio che arriva dalla casa circondariale di Frosinone. Gli agenti di polizia penitenziaria dell'istituto hanno organizzato una colletta alimentare per l'acquisto di beni di prima necessità per le famiglie indigenti del territorio. Anche i detenuti non hanno voluto far mancare il loro sostegno, contribuendo all'iniziativa benefica. Nei giorni scorsi è avvenuta la consegna dei beni raccolti, consegnati ai volontari della Caritas della Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino che provvederanno alla distribuzione.

L'ente pastorale della Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, attivo in questi mesi nel sostegno delle famiglie in condizioni di necessità, è stato infatti individuato per distribuire i beni donati attraverso la sua rete di centri di ascolto parrocchiali, diffusi su tutto il territorio diocesano. La consegna è avvenuta alla presenza della Direttrice della Casa Circondariale, Teresa Mascolo, del comandante di Reparto della Polizia Penitenziaria Elio Rocco Mare, del cappellano don Guido Mangiapelo e del Direttore della Caritas Marco Toti.

Le parole di Teresa Mascolo
"La Casa Circondariale di Frosinone ha dato voce – attraverso un gesto di solidarietà da parte degli operatori e da parte dei detenuti – ad un messaggio di vicinanza alle persone che, ancor più in questo periodo di emergenza, soffrono un disagio sociale. Il carcere viene alla ribalta spesso per episodi negativi: questa stessa Casa Circondariale è balzata alle cronache per la rivolta dell'8 marzo u.s.; ma dal carcere possono venire fuori anche iniziative positive: la raccolta e la donazione di beni di prima necessità è testimonianza di generosità e solidarietà alla comunità esterna. Ed io ne sono particolarmente contenta e fiera. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito e grazie alla Caritas che ci ha permesso di esprimere valori importanti di aiuto, altruismo e fratellanza. Grazie di cuore!"

Le parole di Marco Toti
"Come Caritas diocesana di Frosinone-Veroli-Ferentino ringraziamo la Direttrice della Casa Circondariale, gli agenti e la popolazione ospitataper averci affidato l'importante compito di distribuire la loro donazione. In questi mesi di emergenza non abbiamo fatto mancare il nostro sostegno a chi era in difficoltà, e grazie alla rete diocesana siamo riusciti a distribuire a centinaia di famiglie beni di prima necessità. La donazione è particolarmente significativa perché arriva anche dai detenuti. È un ulteriore tassello di quello che il nostro Vescovo mons. Spreafico chiama "contagio positivo del bene" che ci fa sentire tutti uniti".