«I ministri del passato parlavano sempre in modo negativo dell'Università italiana. Ora finalmente c'è stata una inversione di tendenza che è anche frutto di quanto realizzato in Conferenza dei Rettori». A parlare è il rettore Giovanni Betta all'indomani del "Decreto Rilancio" che, per la prima volta, vede investimenti cospicui sul fronte dell'Istruzione. «Leggendo attentamente il decreto - appunta il rappresentante degli studenti di "Primavera Studentesca" Achille Migliorelli - si evince un passaggio importante sull'Università e sul diritto allo studio. Di questo avevamo già parlato e ci siamo fatti sentire con la proposta presentata con altre importanti associazioni d'Italia.

Leggiamo che entro 60 giorni le Università dovranno scegliere azioni di esenzione totale o parziale dalle tasse ed è inoltre previsto un incremento delle borse di studio e della platea dei beneficiari. Speriamo finalmente che la nostra proposta firmata da 3.000 studenti sia finita sul tavolo di tutti i rettori e il Governo sia stato sensibile alle richieste degli universitari, ora attendiamo di confrontarci con Betta».

Dal canto suo il rettore dell'Unicas spiega: «Nel piano straordinario del 2019 sono previsti altri dieci ricercatori che sono comunque a carico ministeriale e quindi siamo rientrati a regime con il corpo docente riuscendo a risparmiare 4 miliardi». E in merito alle tasse spiega: «Abbastanza verosimilmente verrà innalzata la soglia della "no tax area" che oggi è fissata a 13.000 euro e noi siamo molto soddisfatti di questo. In altri momenti di crisi si tagliavano soldi dall'Università per destinarli ad altri settori, noto con piacere che c'è stata una inversione di tendenza».