Era stato denunciato più volte dai genitori per tentata estorsione, rapina e maltrattamenti in famiglia. Un trentenne frusinate, schiavo del crack, per question ilegate ai soldi per comprarsi la droga, che i genitori gli negano, venerdì ha preso un coltello al termine di un alterco, ma è stato disarmato. Ciò non gli ha evitato l'arresto. Ieri l'udienza di convalida.

Il pubblico ministero Alessandro Picchi ha chiesto la custodia in carcere. Ma il difensore, l'avvocato Nicola Ottaviani, aveva ottenuto dal gup Ida Logoluso gli arresti domiciliari in una comunità di recupero dove avviare un percorso terapeutico. Ma quando gli agenti della penitenziaria hanno comunicato al giovane che avrebbe lasciato il carcere per la comunità di recupero lui ha risposto: "io sto bene qui". Ed è rimasto in carcere.