Zero, zero, zero. Per il terzo giorno consecutivo nessun nuovo contagio da Covid-19 in provincia di Frosinone. Più di un segnale. La certezza di un trend ormai consolidato. Ma soprattutto numeri che vengono registrati al decimo giorno dalla fine del lockdown. Il periodo di incubazione del virus è di quattordici giorni, ma i sintomi mediamente si presentano tra il quinto e il settimo giorno. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha detto che da oggi (giovedì 14 maggio) alla fine della settimana si entra nella fase più importante per verificare i possibili effetti di una ripresa della curva legati alla conclusione del periodo di "confinamento". Ma intanto i numeri continuano ad avere la testa dura.

Nulla da segnalare
E nell'undicesima settimana dall'inizio della pandemia non si sono ancora registrati nuovi casi in Ciociaria. Poi c'è l'intero periodo di maggio, che fa registrare questa sequenza: 0 casi il primo maggio, 2 il due, 3 il tre, 2 il quattro, 1 il cinque, 2 il sei, 0 il sette, 0 l'otto, 1 il nove, 1 il dieci, 0 l'undici, 0 il dodici, 0 il tredici. Vale a dire 12 contagi in tredici giorni, per una media che per la prima volta scende sotto quota 1 nelle ventiquattro ore. Precisamente 0,92. Inoltre, sei volte su tredici c'è la quota "zero". Poi altre tre volte 1 e tre volte 2. In una sola occasione 3. Numeri tecnicamente "allergici" ad un'epidemia.

Figuriamoci a una pandemia. Si continua a non abbassare la guardia, ma non si possono chiudere gli occhi davanti all'evidenza. Dicevamo che siamo nell'undicesima settimana. Il crollo della curva stato è progressivo. Basta vedere quello che è successo in precedenza. La quinta settimana è andata così: 13 nuovi casi il trenta marzo, 18 il trentuno, 18 il primo aprile, 10 il due, 16 il tre, 21 il quattro, 18 il cinque. I nuovi contagi furono 114, per una media di 16,28. In quel momento era iniziata la discesa, anche se nessuno poteva esserne certo. Poi la sesta settimana: 6 casi il sei aprile, 7 sette, 14 l'otto, 5 il nove, 12 il dieci, 8 l'undici, 7 il dodici. Cioè 59 contagi in sette giorni: 8,42 ogni ventiquattro ore. Quindi la settima settimana: 2 casi il tredici aprile, 5 il quattordici, 5 il quindici, 8 il sedici, 12 il diciassette, 9 il diciotto, 6 il diciannove. In totale 47, per una media di 6,71. E andiamo all'ottava settimana: 8 casi il venti aprile, 5 il ventuno, 9 il ventidue, 7 il ventitré, 0 il ventiquattro, 3 il venticinque, 3 il ventisei aprile. Insomma, 35 nuovi casi: 5 al giorno. La nona settimana: 3 casi il ventisette aprile, 3 il ventotto, 1 il ventinove, 2 il trenta, 0 casi il primo maggio, 2 il due, 3 il tre. Vale a dire 14 casi. Con una media che era stata di 2 nuovi casi al giorno. Quindi la decima settimana: 2 casi il quattro, 1 il cinque, 2 il sei, 0 il sette, 0 l'otto, 1 il nove, 1 il dieci. In totale 7 casi, 1 al giorno. Nell'undicesima settimana 0 casi in tre giorni (undici, dodici e tredici maggio).

Quelli usciti dal tunnel
Ci sono poi altri numeri importantissimi, che confermano come la situazione sia completamente cambiata. Ieri altri 6 guariti. Il totale (aggiornato dalla Asl) in provincia di Frosinone è di 447. La categoria comprende sia in guariti (completamente negativizzati) che i dimessi (non ancora negativizzati). Ma la differenza tecnica non cambia la sostanza della situazione: queste persone hanno superato la malattia. E 447 guariti su 657 contagiati vuol dire il 68,03%. Dato che naturalmente può soltanto salire. Sempre ieri 11 persone sono uscite dalla sorveglianza domiciliare. Questo è un altro parametro che "misura" la differenza. Perché nel periodo più complicato della pandemia erano 1.500 le persone in isolamento domiciliare: sia quelle che erano risultate positive al tampone, sia quelle che invece facevano parte dei "contatti di caso" perché venute a contatto con contagiati.

Ora sono 230 e anche stavolta il numero è destinato esclusivamente a scendere. Così come restano immutati da giorni gli indici di mortalità e di letalità, perché non ci sono né nuovi contagiati né decessi. Il dato più attendibile resta quello dell'indice di mortalità, che misura il rapporto tra gli abitanti di una determinata zona e i morti per una certa patologia. L'indice di letalità (rapporto tra contagiati e morti) è destinato a scendere quando saranno rese note le reali cifre della pandemia, con riferimento al numero dei contagiati, visto che il fattore "asintomatici" peserà. I residenti nei 91 Comuni ciociari sono 489.083. I morti per Covid sono stati finora 48. Significa che c'è stato un decesso per Coronavirus ogni 10.189,22 abitanti. Con un indice di mortalità pari allo 0,00981%. Dividendo poi il numero degli abitanti per quello dei soggetti trovati positivi al Covid (657), emerge che è stata infettata una persona ogni 744,41 residenti. E anzi il rapporto è ancora più basso se si considerano i contagiati che non risiedono in provincia di Frosinone. Poi c'è l'indice di letalità, cioè il rapporto tra persone finora contagiate (657) e decessi (48). Questo rapporto è pari a 13,6. Sono diciannove giorni che non si registra un decesso per Covid in provincia di Frosinone. L'ultimo il 24 aprile.

Ricoveri al minimo
Continuano a scendere anche i ricoveri. In questo momento all'ospedale di Frosinone ci sono in tutto 56 persone. Soltanto 25 i pazienti Covid. Il che vuol dire che ci sono 61 posti letto liberi nei reparti di Malattie infettive (26), Medicina Covid (40), Medicina d'urgenza Covid (20). E a Terapia intensiva (19 postazioni in tutto, più 6 di Sub-intensiva) non ci sono malati di Coronavirus dal 27 aprile scorso. Insomma, da diciassette giorni.
Reparti e ambulatori
Alla Asl si sta ragionando anche su come ripristinare una situazione di normalità. Intanto "riportando" al Fabrizio Spaziani reparti nel frattempo trasferiti ad Alatri. A cominciare dalle "Chirurgie". Mentre da dopo il 31 maggio verranno riaperte le attività ambulatoriali. Passaggio non semplice sul piano organizzativo, specialmente per quello che riguarda la regolamentazione e la gestione delle sale di attesa. Per evitare file e assembramenti. Così come dovrà essere affrontato il punto relativo alle visite dei familiari alle persone ricoverate. Dal 24 marzo, infatti, la Asl ha disposto la chiusura dell'accesso ai reparti di degenza per i visitatori e i familiari negli ospedali per acuti, nelle unità di degenza infermieristica, nelle Case di cura accreditate. Si tratta di uno dei temi più delicati.

Il Drive Through raddoppia
Infine, il capitolo "tamponi". Negli ultimi giorni sono diminuiti. L'altro ieri ne sono stati effettuati 160, mentre la media delle ultime settimane era stata di 300 e in alcuni casi si era arrivati perfino a 420. Il totale viaggia ormai su quota 11.000. Con i test sierologici verranno effettuati meno tamponi. E saranno più mirati. Verranno concentrati sui casi che fanno parte di "link". Ma intanto la modalità Drive Through (dal finestrino dell'auto) "raddoppia". Dopo le postazioni di Frosinone e Cassino è la volta di Sora. Ma siamo in dirittura d'arrivo anche per Anagni.