Scadono oggi le nove settimane di cassa in deroga concesse dal Governo e di cui ha usufruito Fca. La riapertura dei cancelli però non avverrà già domani: l'azienda ricorrerà a tre giorni di cassa ordinaria per Covid (14, 15 e 18 maggio) e si tornerà in fabbrica tra una settimana, martedì 19 maggio. Ma solo per tre giorni e solo su Giulia e Stelvio. La ripresa a pieno regime è prevista dal 25 maggio in poi ma - da indiscrezioni che trapelano da Palazzo Chigi nel decreto rilancio - è prevista una seconda ondata di cig in deroga quindi il tutto potrebbe slittare a luglio o, addirittura, a dopo l'estate.

Se ne saprà di più nei prossimi giorni. Giorni che sono molto importanti per Fca: entro il 17 maggio la commissione europea dovrà dare l'ok al progetto di fusione con il gruppo francese Psa. Una volta ottenuto il via libera dei soci e anche delle autorità statunitensi, dovrebbe portare al perfezionamento della fusione secondo i tempi finora indicati dal management, ovvero tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021. Entro il 17 giugno, gli uffici antitrust daranno una risposta e le opzioni sono due: approvare la fusione, con o senza condizioni, oppure aprire un'indagine approfondita (della durata di quattro mesi) nel caso emergano timori su eventuali danni alla concorrenza sul mercato europeo.

La prima opzione è la più probabile: nascerà così il terzo maggior costruttore automobilistico al mondo (il quarto considerando i dati aggregati dell'alleanza Renault-Nissan), ma anche il secondo operatore europeo del settore e uno degli attori dominanti su alcuni specifici mercati del Vecchio continente. Con i loro marchi controllerebbero oltre il 40% della domanda di auto nuove in Italia e il 37% circa in Francia. Bruxelles potrebbe, pertanto, scegliere la strada della procedura d'esame rafforzata e alla fine imporre alcune condizioni come la riduzione delle quote di mercato o cessioni di asset. È difficile, se non quasi impossibile, che vengano utilizzati i vari brand come "merce di scambio" per ottenere il via libera della Commissione Ue, anche se Tavares si è detto pronto a fare di tutto per l'ok delle autorità antitrust europee.