Via libera agli esami di maturità in presenza per i maturandi delle superiori, in casa gli esami di Stato di terza media. Una tappa fondamentale per la crescita dei ragazzi cancellata, riassunta in una tesina da discutere on line: non ci sta Giuseppe Evangelista, professore da oltre 30 anni attualmente docente di educazione fisica nella scuola secondaria dell'Istituto comprensivo di Aquino, che sta combattendo affinché si possano salvare anchegli esami di terza media e si possano fare in presenza. Per questo ha preso carta e penna e scritto al ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina.

È una voce "fuori dal coro" ma vuole spiegazioni per i suoi e tutti gli alunni di terza media. «Mi domando perché, cara ministra Azzolina, i maturandi del secondo ciclo possono sostenere l'esame di maturità in presenza, mentre ai nostri ragazzi gli si debba privare di questa esperienza formativa. Relegandoli in casa dietro a uno schermo a relazionare sulla tesina, ascoltando le loro voci a volte distorte dal suono metallico di microfoni, vedere i loro volti in immagini "frizzate" dal cattivo collegamento di linee ballerine. E non poterli guardare negli occhi, alleviare le loro ansie, sostenerli con gesti e cenni di affettiva complicità, rassicurandoli che tutto andrà bene, che l'emozione che stanno provando è anche la nostra emozione, che l'esperienza che stanno facendo, è anche la nostra esperienza».

Una scelta "leggera" per la quale il professor Evangelista critica il ministro e della sua task force.
«Personalmente non vedo la differenza, o meglio vorrei capirla visto che, comunque anche in situazioni normali il candidato si presenta da solo davanti alla commissione interna composta dall'intero consiglio di classe più il presidente. Ogni scuola, ha un'aula magna o una palestra dove si potrebbe insediare la commissione, rispettando abbondantemente il distanziamento sociale». L'esame rientra in quelle tappe di vita che formano l'adolescente, non si possono racchiudere 3 anni in una tesina.

«È una tappa importantissima per gli studenti della secondaria di II grado, ma lo è altrettanto per i nostri adolescenti, anzi direi fondamentale, in quanto, aboliti gli esami di quinta elementare, saltando questi di terza media, i nostri alunni si troverebbero ad affrontare per la prima volta una commissione esaminatrice, all'età di 18 anni, privandosi di un'esperienza formativa molto utile per la crescita, per il rafforzamento di carattere e autostima».

Il professore racconta lo stato d'animo degli alunni che si stanno abituando alla didattica a distanza ma sentono venir meno il rapporto con compagni e insegnanti. «Sentono la mancanza di tutto questo, del suono della campanella, dell'alternarsi dei docenti all'interno delle proprie aule, il confrontarsi con loro, il chiedere aiuto e conforto, l'affidarsi a loro per superare ansie e paure, il gioire e sorridere con loro, nella consapevolezza che non sono grandi, ma che stanno crescendo diventando sempre più "ricchi" di "conoscenze"».

Mai come ora vengono a mancare le figure di riferimento. «L'esame di terza media correlato di ansie, di timori, di sollievo e gioia, è un momento che ricorderanno per sempre nella loro vita, e, non può essere svolto stando dietro uno schermo. È un'opportunità mancata peraggiungere un piccolo tassello all'inesauribile bagaglio di esperienze necessarie a far di loro persone compiute. Anche per noi insegnanti, sarà questa, un'opportunità mancata per guardarli negli occhi mentre li accompagniamo al primo vero "bi vio" della loro vita».

E conclude: «Amo andare a scuola, non ho mai fatto un giorno di assenza, ho un ottimo feeling con i colleghi, amo i miei ragazzi». Ma si domanda: «Perché maturità in presenza "sì" e terza media "no". Finché avrò energie, sarò il sostegno dei miei alunni».