Donatella c'era, ma da remoto. Spettatrice da lontano del processo che la vede imputata insieme a Nicola della morte del figlio, il piccolo Gabriel. Secondo la procura di Cassino, infatti, a soffocare Gabriel sono stati proprio i genitori Nicola Feroleto e Donatella Di Bona, 49 e 28 anni, entrambi in carcere con l'accusa di omicidio volontario aggravato. Nell'aula gup del tribunale di Cassino ieri mattina è stato affidato l'incarico al perito chiamato a stabilire se Donatella, mentre Gabriel moriva, era capace di intendere e volere, come pure se la giovane donna risulti in grado di affrontare un processo.

Il perito designato è il professor Mandarelli; il consulente del pm, il dottor Ferracuti e quello della difesa di Donatella, il dottor Tobia. Presenti i difensori dell'imputata, gli avvocati Lorenzo Prospero e Chiara Cucchi insieme ai legali che assistono nonna Rocca madre di Donatella e il figlio, gli avvocati Alberto Scerbo e Giancarlo Corsetti. Proprio in accoglimento dell'istanza presentata dall'avvocato Scerbo, questa mattina nonna Rocca varcherà ancora una volta la porta dell'abitazione di via Volla, sotto sequestro. A giustificare la presenza di nonna Rocca nella stessa casa in cui Gabriel aveva vissuto momenti felici con lei, lo zio e la madre, a un passo dal campo dell'orrore dove secondo la procura ha trovato la morte, la necessità di recuperare dei vestiti estivi: tutto, a poco più di un anno dalla morte del piccolo, è rimasto esattamente com'era.

Compresi gli innumerevoli dubbi su cosa sia accaduto in quel campo in cui gli inquirenti hanno circoscritto la morte del bimbo. Nonna Rocca varcherà la porta dell'abitazione dal tetto in lamiera scortata dai militari per pochi minuti. Poi sarà nuovamente allontanata. Donatella, invece, tornerà in aula il prossimo 15 settembre, data in cui avrà luogo la prossima udienza dell'abbreviato condizionato proprio alla perizia psichiatrica, scelto delle difese. Il 22 maggio, invece, come già detto, avrà inizio la Corte d'assise a carico di Nicola Feroleto assistito dall'avvocato D'Anna che ha scelto di procedere con rito ordinario: visto il perdurare dell'emergenza, è plausibile che il processo si svolga a porte chiuse.