Ieri è tornato nel suo ufficio di direttore generale della Asl di Frosinone. Per restare o per andar via? È questa la domanda che in molti hanno rivolto al dottor Stefano Lorusso. Soprattutto dopo aver letto Ciociaria Oggi, che ha riportato la notizia che il manager dell'Azienda Sanitaria potrebbe presto essere nominato capo della segreteria tecnica del Ministero della Salute, magari anche con la delega specifica dei Rapporti con le Regioni.

L'opzione Ministero
Perché da quella postazione Lorusso avrebbe il compito di ridisegnare completamente l'assetto della sanità italiana. Quella del dopo Covid. E lo farebbe insieme all'attuale direttore del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza. Stefano Lorusso è conterraneo ed amico del ministro della Salute Roberto Speranza: entrambi di Potenza, si sono conosciuti al Liceo, condividono la passione calcistica per la Roma. L'indiscrezione è stata anticipata dal quotidianosanità.it: «Giovanni Bissoni lascia l'incarico di capo della segreteria tecnica (anche se dovrebbe rimanere come consulente) e lascia definitivamente anche il Dg della Prevenzione sanitaria Claudio D'Amario… Per quanto riguarda Bissoni (che ricopriva l'incarico a titolo gratuito essendo in pensione) un addio senza alcun retroscena polemico ma dettato da ragioni squisitamente personali...Al suo posto i rumors che circolavano nelle scorse settimane vedevano tra i favoriti il conterraneo di Speranza Stefano Lorusso, attuale Dg della Asl di Frosinone». Mentre Giovanni Rezza dovrebbe prendere il posto di Claudio D'Amario.

Tra Speranza e D'Amato
Stefano Lorusso ha lavorato bene come direttore generale della Asl, anche e soprattutto nella strategia per contenere la pandemia Covid-19. Attuando rapidamente le indicazioni dell'assessore regionale per quanto riguarda gli hub di riferimento. Il Fabrizio Spaziani di Frosinone è diventato un Covid hospital in pochi giorni: 19 posti a Terapia intensiva (si partiva da 7) e 6 di sub-intensiva, 26 a Malattie infettive, 40 a Medicina Covid, 20 a Medicina d'urgenza Covid. Soprattutto però il direttore generale ha dettato la linea sui tamponi a tappeto nel momento più caldo. E i risultati gli hanno dato ragione. In questi nove mesi alla guida della Asl ha ricostruito importanti rapporti con i sindaci del territorio. Riuscendo a far approvare all'unanimità significative modifiche all'Atto aziendale.
Perfino nei trentuno giorni di ricovero a Malattie infettive (per aver contratto il Coronavirus) Stefano Lorusso ha continuato a seguire in prima persona l'evolversi della situazione. È combattuto (e molto) Stefano Lorusso, ma ad una proposta del ministro Speranza sarebbe complicato dire no. Forse impossibile. C'è però il punto di vista della Regione Lazio, che resta quello più importante. L'assessore Alessio D'Amato è stato presente all'insediamento di Lorusso, proprio perché la Asl di Frosinone è importante e strategica nell'assetto laziale. E dover rimettere mano alla guida dell'Azienda non è operazione semplice. Stefano Lorusso lo sa perfettamente e infatti terrà in considerazione questo aspetto. C'è poi un elemento più politico che istituzionale. Non sfugge a nessuno che Nicola Zingaretti, oltre ad essere presidente della Regione Lazio, è anche segretario nazionale del Partito Democratico. Se il ministro Roberto Speranza, segretario di Articolo Uno, dovesse insistere per avere Stefano Lorusso nel team che scriverà la sanità del dopo Coronavirus, è difficile pensare che la Regione Lazio si metterebbe di traverso. È chiaro comunque che di questo aspetto Roberto Speranza, Nicola Zingaretti e Alessio D'Amato hanno già parlato e continueranno a farlo.

La posizione del manager
Ieri mattina nei corridoi della Asl e in quelli del Fabrizio Spaziani il convincimento prevalente era che Lorusso accetterà l'incarico al Ministero. I tempi potrebbero essere ridottissimi: nel senso che la firma potrebbe arrivare in settimana, per poi prendere servizio il 1° giugno. Ma in realtà Stefano Lorusso non ha deciso e l'opzione di rimanere alla guida dell'Azienda Sanitaria Locale di Frosinone c'è ancora sul suo tavolo. Ieri il direttore generale è arrivato prestissimo in ufficio, appena tre giorni dopo essere stato dimesso dal reparto di Malattie infettive dell'ospedale Spaziani. Un segnale forte quello lanciato dal manager.

Le ipotesi di successione
Ma cosa succederebbe se alla fine Stefano Lorusso decidesse di accettare l'incarico al Ministero della Salute? In realtà le grandi manovre sono iniziate.
Il direttore sanitario Patrizia Magrini e quello amministrativo Pierpaola D'Alessandro sono state scelte direttamente da Stefano Lorusso. Entrambe hanno un contratto di tre anni. Le norme stabiliscono che ad esercitare il ruolo di direttore generale facente funzioni sia il professionista più anziano. Quindi, la dottoressa Patrizia Magrini. Ma parliamo della soluzione per fronteggiare una eventuale situazione iniziale. Per quanto riguarda la nomina del responsabile della Asl, intanto bisognerà vedere per quale scelta opterà la Regione Lazio: direttore generale o commissario? Sullo sfondo ci sono gli scenari di medio periodo, a sei mesi,quando dovrannoessere effettuate diverse nomine per la guida di Aziende Sanitarie del Lazio. E questo potrebbe indurre ad un'opzione provvisoria per Frosinone, con la formula del commissariamento. Le indiscrezioni e le possibili ricostruzioni sugli scenari che verranno fioccano. In pole position c'è la dottoressa Pierpaola D'Alessandro, attuale direttore amministrativo della Asl. Peraltro nei trentuno giorni di ricovero di Lorusso, la D'Alessandro ha esercitato il ruolo di direttore generale facente funzioni. Ha buoni rapporti con i capi Dipartimento dell'Azienda. Fa parte dell'elenco nazionale degli idonei, ragione per la quale potrebbe essere tenuta in considerazione sia come commissario che come direttore generale. Tra le soluzioni possibili c'è anche quella di Fernando Ferrauti, responsabile del Dipartimento di Salute Mentale e delle Patologie da Dipendenza della Asl.
Lui potrebbe essere nominato come commissario.
Inoltre tra circa un anno andrà in pensione e quindi ha il profilo ideale qualora la Regione Lazio optasse per una soluzione provvisoria. Per un ruolo da "traghettatore".
Inoltre Ferrauti ha da sempre ottimi rapporti con il mondo politico regionale e provinciale. In maniera bipartisan. Ha una conoscenza di lunga data con l'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato.
Ma ci sono anche altri possibili scenari. A cominciare da quello di andare a "pescare" nell'elenco degli idonei. Tra le soluzioni più prestigiose, una su tutti: Giuseppe Quintavalle. Nel "toto manager" questo nome già circola. Direttore generale della Asl Roma 4, da qualche tempo è anche commissario straordinario della Asl Roma 3. Difficile che possa ricoprire contemporaneamente tre ruoli così impegnativi, ma la situazione potrebbe cambiare. Originario di Cosenza, 57 anni, è un manager della sanità pubblica di lungo corso. Naturalmente tra le ipotesi c'è anche quella di Patrizia Magrini, attuale direttore sanitario della Asl.
Professionista di spessore, ha lavorato in importanti enti, Aziende e Strutture del Sistema sanitario, quali l'Istituto Nazionale Lazzaro Spallanzani, l'Azienda Ospedaliera San Filippo Neri. Prima della nomina di Stefano Lorusso come direttore generale, alla guida della Asl di Frosinone per quattro anni c'è stato il commissario straordinario Luigi Macchitella. Però al timone della Asl di Frosinone Stefano Lorusso si trova bene. Mai dire mai.