È tutto pronto: i test sierologici in provincia di Frosinone partiranno giovedì 14 maggio. La dottoressa Carla Gargiulo, direttore dell'Unità operativa complessa Servizio Immunoematologia e medicina trasfusionale ma anche di Patologia Clinica alla Asl di Frosinone, sta definendo tutti i dettagli. A cominciare dal funzionamento dei macchinari. Oggi e domani ci saranno delle prove, con soggetti che si sottoporranno al test.

Per i sanitari gli esami verranno effettuati alla Asl, mentre per gli operatori delle forze dell'ordine nelle rispettive sedi. Il test di sieroprevalenza inizierà dal personale sanitario, compresi i medici di medicina generale, pediatri e farmacisti. Ma riguarderà anche gli operatori delle Forze dell'Ordine (Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Esercito, Guardia Costiera, Polizia Penitenziaria, Polizie locali e Provinciali). Poi l'indagine di sieroprevalenza riguarderà anche ospiti e dipendenti delle residenze sanitarie assistenziali di tutto il Lazio. Ma è chiaro già adesso che il test sierologico è destinato ad essere esteso su larga scala.

Con gli esami di sieroprevalenza si potrà avere una misura reale del numero di contagiati indipendentemente dalla quantità di tamponi che vengono eseguiti ogni giorno. Di conseguenza, si potrà anche fare luce sui cosiddetti "casi sommersi", vale a dire gli asintomatici.

L'indagine sarà condotta da tutte le strutture del Servizio sanitario regionale, coordinata e monitorata dall'Istituto Spallanzani con il supporto del Seresmi (Servizio regionale sorveglianza malattie infettive).
E sarà svolta attraverso l'impiego delle apparecchiature Poct con prelievo di sangue capillare. In caso di rilevazione degli anticorpi di Sars-Cov 2 si procederà al test molecolare, previa somministrazione del tampone.

L'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato ha detto: «Saranno coinvolti tutti i laboratori della rete Coronet e 20 unità mobili Usca-R. La capacità di processo laboratoristico dei test sierologici è di almeno 10.000 test al giorno. Contiamo di avere i primi risultati intorno alla data del 25 maggio. Vogliamo ribadire che l'indagine di sieroprevalenza non rappresenta in alcun modo una "patente di immunità", ma ci aiuterà a comprendere quant'è stata la circolazione del virus sul territorio. Un dato importantissimo per affrontare al meglio la Fase 2 e contrastare il ritorno del virus, che purtroppo non abbiamo ancora sconfitto».

Questi esami indicheranno se un soggetto ha già contratto il virus in passato e se ha sviluppato l'immunità. Gli anticorpi utili alla ricerca sono essenzialmente due: IgM (immunoglobulineM) e i IgG (immonoglobuline G). Le prime si sviluppano all'inizio dell'infezione e durano poco. Le seconde nella fase successiva (un paio di settimane dopo aver contratto il virus) e durano di più.

In provincia di Frosinone l'obiettivo è arrivare a 700-800 test al giorno, "mappando" inizialmente un totale di 5.600 persone. Per poi aumentare il raggio di azione. Oggi in provincia di Frosinone un caso positivo viene rilevato ogni 100 tamponi. Secondo alcune previsioni con i test sierologici potrebbe risultare che una percentuale del 3% sia venuta in contatto con il virus. Su 800 esami, quindi 24. Statisticamente.
Su questa cifra verrebbero effettuati i successivi tamponi per verificare se l'infezione è presente allo stato attuale. Alla fine potrebbe risultare comunque l'1% di positività. I test potranno essere effettuati anche nei laboratori privati accreditati.

Per quanto riguarda i tamponi, resteranno ma saranno più mirati e forse anche di meno. Intanto però la Asl di Frosinone sta pensando di aumentare ancora le postazioni Drive Through, quelle dove si effettua il tampone dal finestrino dell'auto. Attualmente ne sono attive due: a Frosinone (dal 13 aprile) e a Cassino (dal 2 maggio). Il servizio sarà attuato a Sora nell'immediato. E poi si pensa anche ad Anagni.

In Ciociaria c'è una media di 300 tamponi al giorno, che però fa registrare picchi anche maggiori. Qualche giorno fa si è arrivati a 420. Tutti processati, vale a dire analizzati dal reparto di Biologia molecolare dell'ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone. Il che vuol dire che l'Azienda Sanitaria ha provveduto a dotarsi di quantità importanti di reagenti.

Ma c'è anche un aspetto strategico da tenere presente.
E cioè che in questa fase non si vuole diminuire il numero di tamponi per rendere ancora più attendibile il dato relativo al numero basso di contagiati.
In ogni caso la situazione sta migliorando. E con i test sierologici si punta ad individuare una importante fetta di popolazione venuta in contatto con il virus.

Questa è una settimana cruciale, la seconda dopo la fine del lockdown. Il Coronavirus ha un periodo di incubazione fino a quattordici giorni, ma i sintomi si manifestano soprattutto tra il quinto e il settimo giorno.
Dunque siamo nel periodo di massima attenzione.
Domenica mattina il dottor Giancarlo Pizzutelli, responsabile del Dipartimento di Prevenzione della Asl, ha voluto personalmente "pattugliare" il territorio.
Dice: «Ho fatto un lungo giro in città per verificare la situazione. Debbo dire che ho constatato un grande rispetto delle regole: delle distanze, dell'uso delle mascherine e dei guanti. Che la situazione stia migliorando lo vediamo da tanti fattori: da più di due settimane non si registra un decesso per Covid. E poi il crollo dei ricoveri. All'inizio su 90 contagiati 45 venivano ricoverati. Oggi quel rapporto è di 10 su 90. Se la "bestia" si è indebolita? Questo è un elemento che si sta studiando. Però un'ipotesi epidemiologica valida sempre è che ad un certo punto al virus non "conviene" più uccidere l'ospite. È come se il virus dovesse preoccuparsi della sua stessa sopravvivenza.
E quindi perde la cosiddetta carica virale».